Per favore non abusate della parola stupro

Sempre più spesso media e politici usano il termine stupro per descrivere qualcosa di brutto, di sbagliato, di orrendo. Il rischio è si perda il senso dell'orrore.

Per favore non abusate della parola stupro
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16 Settembre 2013 - 15.01


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di Lorenza Valentini

Questo cartello è sulla vetrina della sezione del Pdl di Ravenna. Pare che a pensarlo ed esporlo siano state delle donne, o almeno così ha tenuto a precisare il coordinatore provinciale, come se la mano femminile rendesse il messaggio meno disgustoso.

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Ultimamente per i media e la politica è tutto uno “stupro”.

Fateci caso.

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Roma è invasa di monnezza? Stuprata!

Il bel quartiere cementificato? Stuprato!

Un’aula del Parlamento è occupata da esagitati ignoranti? Stuprata!

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La Costituzione viene infangata, umiliata, snaturata? Stuprata!

Addirittura gli scontri durante un corteo o un goal durante una partita di pallone vengono raccontati con un richiamo alla violenza sessuale.

Sembra che non si riesca a trovare un altro termine di paragone per descrivere qualcosa di brutto, di sbagliato, di orrendo.

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E a dire il vero è proprio così: l’orrore della violenza sessuale è assoluto e se devo pensare a qualcosa di atroce, di terribile, qualcosa che ti distrugge, penso inevitabilmente allo stupro.

Mi ricordo che la maestra Laura ci raccontò che suo figlio Luca all’asilo aveva cominciato a dire un sacco di parolacce e lei, per arginare il problema, gli aveva fatto ripetere “vaffanculo” per un po’, finché lui stesso si era annoiato della parola e aveva smesso di usarla.

Ecco, questa è la mia paura: che a furia di usarle male e a sproposito, le parole possano in qualche modo perdere il loro stesso significato, possano “normalizzarsi” e diventare qualcosa di diverso. Ho paura che a furia di dire “strupro” nelle occasioni più disparate si perda tutto il senso dell’orrore, della ripugnanza, del disgusto che quella parola porta con sè, quasi fosse un’onomatopea.

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Ah, c’è solo un caso in cui la parola “stupro” sembra perdere parte della sua portata orrorifica: quando una donna denuncia di essere stata violentata.

A quel punto troverete decine di sinonimi molto più blandi.

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