Il Papa: è assurdo basare la felicità sull'avere

Il Pontefice, nel suo primo Angelus dopo la Gmg di Rio, parla di nuovo ai giovani: riempitevi la vita e il cuore di Gesù, e non del veleno del consumismo.

Il Papa: è assurdo basare la felicità sull'avere
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4 Agosto 2013 - 12.27


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Bisogna “affrontare la vanità quotidiana, il veleno del vuoto che si insinua nelle nostre società basate sul profitto e sull’avere, che illudono i giovani con il consumismo. Il Vangelo di questa domenica ci richiama proprio l’assurdità di basare la propria felicità sull’avere”. Queste le belle parole che Papa Francesco ha detto durante l’Angelus in Piazza San Pietro, sottolineando come “i giovani sono particolarmente sensibili al vuoto di significato e di valori che spesso li circonda. E purtroppo ne pagano le conseguenze”.

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“Invece – ha assicurato il Pontefice – l’incontro con Gesù vivo, nella sua grande famiglia che è la Chiesa, riempie il cuore di gioia, perché lo riempie di vita vera, di un bene profondo, che non passa e non marcisce: lo abbiamo visto sui volti dei ragazzi a Rio”.

E ancora sul concetto di felicità basata sull’avere, Francesco cita il Vangelo: “Il ricco dice a se stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni…riposati, mangia, bevi e divertiti! Ma Dio gli dice: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai accumulato, di chi sarà? La vera ricchezza è l’amore di Dio, condiviso con i fratelli. Chi ne fa esperienza non teme la morte, e riceve la pace del cuore. Affidiamo – ha aggiunto – questa intenzione di ricevere l’amore e condividerlo con i fratelli all’intercessione della Vergine Maria”.

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Le Gm sono tappe di un lungo cammino – “Le Giornate Mondiali della Gioventù non sono fuochi d’artificio, momenti di entusiasmo fini a se stessi; sono tappe di un lungo cammino, iniziato nel 1985, per iniziativa del Papa Giovanni Paolo II. Egli affidò ai giovani la Croce e disse: andate, e io verrò con voi! E così è stato; e questo pellegrinaggio dei giovani è continuato con il Papa Benedetto, e grazie a Dio anch’io ho potuto vivere questa meravigliosa tappa in Brasile”. Papa Francesco, all’Angelus, ha ricordato la Gmg di Rio chiedendo di “ringraziare tutti insieme il Signore per il grande dono che è stato questo avvenimento, per il Brasile, per l’America Latina e per il mondo intero”.

“È stata una nuova tappa nel pellegrinaggio dei giovani attraverso i continenti con la Croce di Cristo”, ha sostenuto. “Ricordiamo sempre che i giovani non seguono il Papa, seguono Gesù Cristo, portando la sua Croce. E il Papa li guida e li accompagna in questo cammino di fede e di speranza. Ringrazio percio’ tutti i giovani che hanno partecipato, anche a costo di sacrifici. E ringrazio il Signore anche per gli altri incontri che ho avuto con i Pastori e il popolo di quel grande Paese che e’ il Brasile, comepure le autorità e i volontari. Il Signore – prosegue papa Francesco – ricompensi tutti quelli che hanno lavorato per questa grande festa della fede”.

“Vorrei chiedervi – è l’appello di Francesco – di pregare con me per questa intenzione: affinche’ i giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù possano tradurre questa esperienza nel loro cammino quotidiano, nei comportamenti di tutti i giorni; e che possano tradurlo anche in scelte importanti di vita, rispondendo alla chiamata personale del Signore”.

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