Napoli, bambini costretti a prostituirsi

I dettagli del mercato del sesso minorile. Ragazzini e ragazzine di 13 anni si vendono anche nei cinema a luci rosse.

Napoli, bambini costretti a prostituirsi
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19 Luglio 2013 - 10.54


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Una nuova forma di tratta, che coinvolge bambini e bambine dai 13 ai 17 anni, costretti dalle famiglie a vendere il proprio corpo sulle strade di Napoli. La prostituzione di minori in città non si pratica solo in periferia, ma nella piazza della stazione centrale. Il consumo del sesso minorile inizia dalle 8 di sera in poi.

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Auto in fila in attesa delle ragazze, ma da qualche tempo anche i ragazzini, così come nella strada dove da anni si prostituiscono gli uomini, ora ci sono ragazzi di tredici, quindi e diciassette anni. «Napoli è diventata una meta allettante per questi traffici perché è facile ottenere documenti falsi tramite le organizzazioni criminali o anche attraverso laboratori clandestini del centro città o della zona flegrea», spiega Deborah Divertito, operatrice sociale che lavora proprio sulla prostituzione minorile. Questo esempio arriva da Napoli, ma storie simili ce ne sono tante nel nostro paese.

La maggior parte di loro sono rumeni o bulgari, anche se non mancano nord africani e sub sahariani. Seduti ai bordi delle strade attendono i clienti che vengano a prelevarli per qualche minuto. Poi si torna alla propria postazione. Un vero e proprio Suq del sesso, dove si alternano donne, uomini, bambine e bambini. I cronisti del Corriere raccontano di aver avvicinato alcuni di loro: «Minorenni? Si, ce ne sono. Non sempre però. Dipende dalle famiglie, sono loro che li mettono sulla strada – dicono».

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Deborah Divertito lamenta i pochi controlli e la troppa tolleranza di questo agghiacciante mercato nero: «Sulla strada ci sono per lo più adolescenti, sia maschi che donne. Offrono prestazioni sessuali a prezzi bassi», spiega. «Sono quasi sempre ragazze dell’est o nigeriane – continua -, quasi sempre vittima di tratta, entrate in Italia con dei sogni e buttate per strada con violenze e ricatti. I ragazzi sono per lo più rom o bulgari e partono dai 13 anni».

E a pesare anche di più sulla situazione, c’è la colpevole tolleranza di alcuni cinema a luci rosse, dove la mattina e al pomeriggio si danno appuntamento numerosi ragazzini con i clienti delle sale cinematografiche. E mentre le sale per la visione sono deserte, i corridoi e le hall delle strutture pullulano di persone. Tanti ragazzini che aspettano i clienti nelle salette secondarie. Dei veri e propri privè, ai quali si accede pagando un extra per guardare – e si può immaginare che cos’altro – il film il “totale privacy”. Un mercato clandestino, che però si muove alla luce del sole. «Questa vergogna è sotto gli occhi di tutti – spiega ai giornalisti Alessandro Gallo, consigliere della IV municipalità -. Qui ci sono le principali sedi istituzionali della città, ci sono gli uffici della Regione Campania e del Consiglio Regionale, c’è il tribunale. Solo il pensiero che intorno a questa zona si aggirano pedofili ma fa rabbrividire».

(emme.lau)

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