“Noi siamo salvati in Gesù Cristo! E nessuno ci può rubare questa carta di identità. Mi chiamo così: figlio di Dio! Che bella carta di identità… Stato civile: libero! Così sia”.
Con queste parole Papa Francesco ha concluso questa mattina l’omelia alla Domus Santa Marta. Il Pontefice ha commentato oggi il Vangelo della guarigione di un paralitico, al quale Gesù all’inizio dice: “Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati”, lasciandolo un po’ “sconcertato” perché, ha osservato, “desiderava guarire fisicamente”.
Francesco ha ricordato “le critiche degli scribi che fra sé lo accusavano di bestemmiare perché soltanto Dio può perdonare i peccati”, davanti alle quali Gesù guarisce l’infermo anche nel corpo. In realtà – ha spiegato il Pontefice – le guarigioni, l’insegnamento, le parole forti contro l’ipocrisia, erano “soltanto un segno, un segno di qualcosa di più che Gesù stava facendo”, cioè il perdono dei peccati: in Gesù il mondo viene riconciliato con Dio, questo è il “miracolo piu’ profondo”.
“Questa riconciliazione – ha sottolineato ancora Papa Bergoglio – è la ricreazione del mondo: questa è la missione più profonda di Gesù”. Per Francesco, “questo è il miracolo piu’ grande: Gesu’ ci fa figli, con la libertà dei figli”. Ed è per questo, ha tenuto a ricordare, “che noi possiamo dire: “Padre”. E dirlo con un atteggiamento tanto buono e tanto bello, con libertà”.
