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Farmaco per bambini contraffatto: arrestati tre manager

In manette tre dirigenti di una casa farmaceutica nazionale per aver inserito al posto del principio attivo una sostanza simile. L'appello del Nas: non usate Ozopulmin.

Farmaco per bambini contraffatto: arrestati tre manager

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19 Giugno 2013 - 12.49


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Tre dirigenti di una casa farmaceutica nazionale sono stati arrestati dai carabinieri del Nas di Latina con l’accusa di aver contraffatto un medicinale utilizzato per la cura di affezioni respiratorie di bambini e lattanti. L’indagine è stata condotta con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Gli arresti – ha informato il comando del Nas di Latina – sono stati eseguiti nelle prime ore della mattinata. I tre dirigenti, accusati di aver «deliberatamente contraffatto un medicinale utilizzato anche per la cura di affezioni respiratorie di bambini e lattanti», sono ai domiciliari.

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Controllate e non usate Ozopulmin, un farmaco in supposte per la tosse usato soprattutto per i bambini ma anche per gli adulti. È l’appello arrivato dal vicecomandante dei Nas, Antonio Diomeda, durante la conferenza stampa sull’operazione che ha portato all’arresto di tre dirigenti della casa farmaceutica Geymonat per avere messo in commercio tre lotti, pari a 35 mila confezioni, di questo prodotto con un principio attivo falso ed inefficace.

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I tre dirigenti dell’azienda farmaceutica Geymonat «nella piena consapevolezza di esporre a rischi per la salute un considerevole numero di persone e di bambini, avevano posto in commercio un farmaco contraffatto e non adatto al suo scopo terapeutico, che avrebbe potuto cagionare un aggravamento delle affezioni respiratorie»: lo hanno precisato i carabinieri dei Nas spiegando i dettagli dell’operazione dei Nas di Latina che ha portato oltre a tre arresti anche al sequestro di 35 mila confezioni di farmaco Ozopulmin.

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Nel farmaco contraffatto era stato inserito al posto del principio attivo una sostanza “simile” (normalmente usata per cosmetici ed integratori alimentari) farmaceuticamente inefficace, ma in grado di simularne la presenza durante le analisi. L’indagine è partita dopo la segnalazione di un farmacista di Roma che aveva fatto notare attraverso il sistema di farmacovigilanza che queste supposte si rompevano e non avevano la consistenza giusta. In particolare, dalle indagini condotte dall’Agenzia italiana del farmaco e dai Nas, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, Adolfo Coletta, è emerso che gli indagati, rimasti privi del principio attivo a causa di un disaccordo commerciale con la ditta fornitrice, per assicurare la continuità del prodotto nelle farmacie e non perdere la fetta di mercato, avevano deciso di avviare comunque la produzione di lotti di farmaco contraffatti.

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