“La misericordia di Dio dà vita all’uomo, lo risuscita dalla morte”. Papa Francesco ha commentato così, all’Angelus, il racconto evangelico di Gesù che provando compassione di una vedova fa rivivere suo figlio. “Il Signore – ha spiegato il Pontefice ai fedeli che gremivano anche oggi piazza San Pietro – ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia”. “Pensiamo questo è bello: non abbiamo timore – ha scandito – di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. È pura misericordia!”.
Papa Bergoglio ha poi ricordato che “la misericordia di Gesù non è solo sentimento, anzi, è una forza che dà vita, che risuscita l’uomo!”.
“La pietà popolare – ha continuato – valorizza molto i simboli, e il Cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio; ma non è un simbolo immaginario”.
Agli oltre 100mila fedeli che gremivano piazza San Pietro, piazza Pio XII e parte di via della Conciliazione, il Papa ha poi ricordato che “il mese di giugno è tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, massima espressione umana dell’amore divino”. Si tratta, ha spiegato, di “un simbolo reale, che rappresenta il centro, la fonte da cui è sgorgata la salvezza per l’umanità intera”.
Papa Francesco ha anche ricordato il terremoto che un anno fa ha sconvolto intere zone dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Lo ha fatto dopo l’Angelus rivolgendo il suo saluto “ai fedeli della provincia di Modena, che incoraggio – ha detto – per la ricostruzione”. Il Pontefice ha poi nominato i tanti gruppi presenti, citando tra l’altro il Movimento per l’amore familiare fondato da don Stefano Tardani. “Non dimentichiamo – ha poi ripetuto riassumendo i concetti già espressi – l’amore di Dio. Lui ci aspetta: è tutta misericordia, ci perdona sempre”. Papa Francesco, infine ha ripetuto il suo ormai consueto saluto ai fedeli: “Buona domenica e buon pranzo!”.
