D'Alema contestato al Tasso

Figuraccia per il capo-corrente del Pd che ieri era stato invitato dai Giovani Democratici nel liceo: aula vuota e contestazioni. [Cinzia Gubbini]

D'Alema contestato al Tasso
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30 Maggio 2013 - 09.51


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di Cinzia Gubbini

Piccola bagarre ieri al liceo Tasso di Roma, durante uan conferenza semi-sconosciuta tenuta da Massimo D’Alema, il plenipotenziario del Pd, ex dirigente perché lui specifica sempre di non aver alcun incarico, ma in ogni caso noto capo-corrente, le cui “manovre” – a detta di molti – hanno avuto un peso non indifferente nelle ultime travagliate vicende del partito di centrosinistra.

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L’uomo che spesso viene notato a spasso col suo cane, non disdegna comunque di confrontarsi con situazioni anche meno mediatiche del solito, che forse lo fanno sentire comunque vicino al popolo. Così ieri era atteso al liceo Tasso, per chiudere un ciclo di conferenze organizzate dai Giovani Democratici, che hanno una rappresentanza al liceo. Avrà pensato che era una cosa carina. Va detto però che la scuola era stata attraversata già da diversi mesi da alcune contestazioni dell’iniziativa dei Giovani del Partito Democratico. Il Collettivo, politicamente schierato più a sinistra tanto per essere schematici, pensa infatti – a torto o a ragione – che l’iniziativa sia stata nient’altro che una sfilata di politici famosi, tutti ovviamente appartenenti al Pd o affini. Insomma, ci sono alcuni ragazzi che hanno vissuto come una occupazione abusiva di uno spazio pubblico la iper-presenza del Pd. Probabilmente, tanto più in un momento in cui il partito non gode di una buona reputazione.

Ed ecco che ieri alcuni ragazzi del Collettivo avevano pensato di far notare la propria presenza: distribuendo un volantino, aprendo uno striscione (“Questa scuola non è una vetrina”) e facendo alcune domande “scomode” al leader del Pd. Dopo molte traversie i ragazzi sono riusciti ad aprire lo striscione e a distribuire il volantino. Ma subito sono state chiamate le forze dell’ordine.

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Nel comunicato del Collettivo la cosa viene raccontata così: “La sala era infatti quasi vuota, salvo per alcuni esterni di tutte le età riconducibili ai GD o addirittura al PD. Nei giorni scorsi molti studenti erano stati minacciati di conseguenze legali, di violenza fisica e di bocciatura da parte di uno degli organizzatori. Ci chiediamo a che titolo costui abbia detto ciò.
Notiamo inoltre che nei dintorni della scuola ed anche all’interno della stessa erano presenti dei membri delle Forze dell’Ordine.
I ragazzi del collettivo hanno aperto dentro l’aula magna uno striscione con la scritta: “QUESTA SCUOLA NON E’ UNA VETRINA” e hanno distribuito dei volantini in cui spiegavano i motivi della protesta. Gli è stato tuttavia impedito di fare domande e di parlare. Il principale organizzatore dell’incontro ha dunque urlato al microfono: “Prego le forze dell’ordine presenti in sala di allontanare questi contestatori”. I ragazzi del collettivo sono stati minacciati e insultati e i loro volantini strappati da adulti non riconducibili in alcun modo alla scuola e neanche alle Forze dell’Ordine non essendosi qualificati come tali. Una protesta assolutamente pacifica che chiedeva solamente il confronto e il dibattito è stata soffocata dalle minacce.”.

Come dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche a distanza di quarant’anni. E senza voler andare a pescare paragoni arditi, pare proprio che il Pd, persino nella componente dei Giovani Democratici, faccia un po’ fatica a capire che al momento non esiste alcuna “supremazia” né morale né politica del Pd, che forse dovrebbe ricominciare con umiltà a parlare con tutti, con meno spocchia e più comprensione, anche quando è evidente che sparare su Massimo D’Alema è un po’ uno sport nazionale.

Questo, invece, era il testo del volantino, che poneva questioni non proprio irrilevanti: “Nel corso di quest’anno la nostra scuola ha visto diverse conferenze di politici dell’area PD, presentati come autorità il cui parere è assolutamente oggettivo e incontestabile.
Riteniamo invece che i pareri non siano oggettivi, poiché provengono da importantissimi e notissimi esponenti politici, ma assolutamente di parte. Sorge spontaneo il dubbio che queste iniziative siano un modo di fare propaganda politica di nascosto all’interno della scuola. Ci dissociamo da questo metodo subdolo di fare politica e lo condanniamo vivamente.
Questi comizi, mascherati da conferenze, non rispecchiano la volontà della totalità degli studenti, organizzati anche senza il consenso della maggioranza dei rappresentanti d’istituto. Vogliamo quindi esprimere il nostro dissenso riguardo alla strumentalizzazione di una scuola da parte di un partito, lo stesso partito che nel 2000 con la legge 62 del governo D’Alema bis ha aumentato il contributo stanziato per il mantentimento delle scuole private fino a 60 milardi di lire, applicando a queste lo stesso trattamento fiscale degli enti senza fini di lucro. Lo stesso partito ha operato pesanti tagli alla scuola con il ministro Fioroni, e che successivamente ha approvato la politica di austerità del governo Monti , contro cui il liceo Tasso, congiuntamente con gli altri licei della capitale, ha organizzato diverse proteste.
Oggi il PD è al Governo con il PDL; appare sempre più evidente dunque la mancanza di una reale opposizione tra centrodestra e centrosinistra. Fino ad oggi il berlusconismo è stato reso possibile da un’opposizione di facciata assolutamente inefficace. Ai nostri occhi proprio D’Alema ha inaugurato questa concordanza tra i due schieramenti con la Bicamerale. Dalla guerra in Kosovo alla TAV e alle privatizzazioni, il partito dei DS, poi PD, appare sempre più lontano dalla realtà cittadini
e di noi studenti che, non sentendoci rappresentati come scuola da questo partito, ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a ogni iniziativa di questi tipo.”

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