Per salvare piante e animali, di fronte al brusco calo delle temperature fuori stagione, è stato necessario alzare il riscaldamento di stalle e vivai. È quanto afferma la Coldiretti che sottolinea il conseguente aumento con costi energetici per le imprese che allevano polli, maiali e conigli. Nella seconda decade di maggio al nord è caduta il 24 per cento di pioggia in più e le temperature sono state più basse di 3,2 gradi secondo le elaborazioni su dati Ucea.
Il rischio riguarda soprattutto la fase di svezzamento degli animali. Lo stesso problema, prosegue la Coldiretti, interessa anche i florovivaisti e le colture orticole in serra che devono garantire temperature vitali a piante e fiori. Non stanno meglio gli animali che vivono all’aperto come le api che restano senza nettare per effetto della pioggia incessante durante la fioritura primaverile.
Il freddo e le precipitazioni stanno ostacolando il lavoro delle api, che non riescono a raggiungere il polline dei fiori indispensabile per la produzione di miele e la riproduzione delle piante. Coldiretti ricorda che, con l’ultima ondata di maltempo, potrebbe arrivare attorno al miliardo di euro il conto complessivo dei danni, dei maggiori costi e delle perdite produttive.
L’associazione chiede quindi di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per territori più colpiti nelle diverse regioni. In decine di migliaia di aziende agricole è andato perduto il lavoro di un intero anno, e non c’è raccolto al nord che non sia compromesso con gravi problemi per l’alimentazione degli animali.
