Disturbi pischici? Sembrerebbe di no. È una storia di emarginazione e disocuppazione quella che emerge nelle ultime ore. Luigi Preiti, il 46enne che ha aperto il fuoco davanti alla stazione dei carabinieri di piazza Colonna, è senza lavoro da molti mesi e ha un matrimonio fallito alle spalle. «Mi dicono che non
frequentasse molto il paese», ha riferito l’assessore comunale di Rosarno alla politiche giovanili e alla pubblica istruzione Francesco Bonelli. Preiti dai registri comunali non risulterebbe neanche avere trasferito la residenza a Rosarno. «Siamo in una situazione molto difficile – ha dichiarato il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi – credo che questo sia il segnale di un fortissimo disagio che attraversano
molte persone, per la fine di un matrimonio, la perdita del lavoro, sono segnali che non vanno sottovalutati». «Personalmente – ha aggiunto il sindaco – non ricordo Luigi
Preiti, ma mi dicono che in gioventù non abbia mai dato segni
di squilibrio mentale».
Il ministro dell’Intero Angelino Alfano, durante una conferenza dopo il primo Consiglio dei Ministri, avrebbe confermato questa ipotesi, parlando di un «tragico gesto criminale di un disoccupato». Luigi Preiti «voleva suicidarsi» dopo aver sparato ai carabinieri «ma non c’è riuscito perché aveva finito il caricatore», ha poi detto il vice premier.
L’uomo è di origine calabrese e trapiantato da circa 20 anni ad Alessandria, in Piemonte. Da tempo aveva iniziato a girare l’Italia in cerca di lavoro, dopo la separazione dalla moglie provocata da problemi economici. La sua situazione lavorativa ha accentuato fortemente la sua condizione di disagio. Preiti è arrivato ieri nella capitale ed ha alloggiato in un hotel del centro. Attualmente nell’albergo dove ha alloggiato Preiti sono in corso perquisizioni. Accertamenti sono stati attivati per capire la provenienza della pistola che sembra Preiti detenesse illegalmente.
L’uomo avrebbe solo un vecchio precedente per falso e sicuramente non è considerato soggetto legato alla criminalità organizzata. Da quanto si apprende l’attentatore non avrebbe alcuna licenza per il porto d’armi.
«Fino a ieri mattina mio fratello era una persona lucida e intraprendente… Ora sento queste notizie e mi crolla tutto addosso…». Queste le prime parole di Arcangelo Preiti, fratello di Luigi. «Fino a ieri mattina mio fratello era una persona lucida e intraprendente. Lui viveva a Predosa, poco lontano da me. Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre… Problemi psichici? No, no… Da 49 anni a questa parte no…», dice Arcangelo Preiti. «Dopo aver perso il lavoro è tornato in Calabria a vivere con i miei genitori, non lo vedo e non lo sento da agosto».
Ad Alessandria Luigi faceva il muratore. A Rosarno qualcuno lo ricorda come una persona dedita al lavoro e che, in estate, cantava nei lidi della zona. L’ex moglie di Luigi Preiti è sconvolta: «Non riesco ancora a credere che lo abbia fatto». Separati da tempo, la donna non ha più avuto contatti con l’ex marito da diversi mesi. L’ultima volta che Luigi Preiti era stato a Predosa e l’aveva incontrata è stato lo scorso anno per la Prima Comunione del figlio, che ha 11 anni.
Un testimone ha poi riferito alla stampa: «Mi sembrava freddo, infastidito, strafottente, come se pensasse: “Se mi date una pistola lo rifaccio”. Aveva un collare ortopedico al collo e delle tumefazioni alla testa, ma per il resto camminava bene».
