Sant'Anna di Stazzema, la Germania indagherà

Dopo la perizia dello storico Carlo Gentile potrebbe riaprirsi l'inchiesta sugli otto ex Ss ancora in vita. "Trascurati atti importanti".

Sant'Anna di Stazzema, la Germania indagherà
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12 Aprile 2013 - 21.08


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Potrebbero essere riaperte, in Germania, le indagini sugli otto ex Ss ancora in vita che il 12 agosto del 1944, presumibilmente, parteciparono alla strage di
Sant’Anna di Stazzema. E’ quanto scrive oggi lo Spiegel online citando i risultati della perizia dello storico Carlo Gentile, incaricato
dall’associazione dei parenti delle vittime di verificare
documenti utili all’incriminazione, dopo che lo scorso ottobre
la procura di Stoccarda aveva archiviato le indagini per insufficienza di prove.
Secondo Gentile, gli investigatori tedeschi avrebbero
trascurato importanti atti e testimonianze che forse “non gli
erano affatto noti”. Per lo storico dell’università di Colonia
la procura incaricata non avrebbe approfondito adeguatamente le
informazioni utili, commettendo inoltre “chiari errori riguardo
ai dati storici” e trascurando “la topografia e gli accadimenti temporali” di quel 12 agosto di 69 anni fa.

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La maggior parte degli otto uomini investigati da Stoccarda,
considera inoltre Gentile, avevano ruoli di comando nelle Ss.
Lo scorso ottobre la procura aveva invece spiegato come, dal suo
punto di vista, non fosse stato possibile arrivare a ricostruire
i ruoli individuali degli otto presunti autori dell’eccidio
ancora in vita. “Mi sento di assicurare ai sopravvissuti e ai
parenti delle vittime che abbiamo fatto tutto il possibile” per
chiarire le responsabilità dei militari della Reichsfuehrer Ss
nel massacro di Sant’Anna di Stazzema, aveva detto allora
la procuratrice capo di Stoccarda Claudia Krauth. Dopo l’archiviazione, ricorda lo Spiegel online, il ministro della Giustizia del Baden-Wuerttemberg, Rainer Stickelberger, aveva poi sottolineato come i procuratori avessero “esplorato
ampiamente” tutte le possibilità, dicendosi dispiaciuto del
fatto che non fosse stato possibile chiedere l’imputazione dei sospettati “nonostante i grandi sforzi investigativi”. E nonostante una sentenza italiana del 2005 avesse condannato in contumacia dieci tra ex ufficiali e sottufficiali all’ergastolo.<7p>

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In seguito a quell’archiviazione, meno di tre settimane fa,
il presidente della Repubblica tedesca Joachim Gauck si era
recato a Stazzema con Giorgio Napolitano per tentare di lenire
il dolore di una ferita ancora aperta, cui la giustizia tedesca
non aveva potuto o, come lascia intendere la perizia di Gentile,
saputo rendere giustizia. Nel frattempo lo studio dello storico
dell’universita’ di Colonia, scrive ancora Spiegel citando
l’avvocato dell’associazione delle vittime di Sant’Anna, è stato consegnato alla stessa procura di Stoccarda. Che potrebbe eventualmente disporre una riapertura delle indagini per restituire un senso di giustizia ai parenti delle vittime di un eccidio che mise brutalmente fine alle vite di oltre 560 civili,
tra cui più di cento bambini. “Finalmente il teorema si chiude. Sono felice che la tesi dello storico italo-tedesco Carlo Gentile sia stata presa
in considerazione da parte della Procura tedesca”, commenta il
sindaco di Stazzema Michele Silicani. “Grazie a Gentile abbiamo
ottenuto in Italia i risultati importanti sul fronte delle
indagini. Il fatto che possano riaprire delle indagini che in
pratica erano chiuse – aggiunge Silicani – non può che
dimostrare che quanto sostenuto nel corso degli anni da parte
nostra non può che essere stato vero”.

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