Omicidio di Perugia: Menenti, da vittime a carnefici

«Io non c'entro niente». Parla Valerio Menenti, ex ragazzo della fidanzata della vittima, uno dei due indagati per l'omicidio di Alessandro Polizzi.

Omicidio di Perugia: Menenti, da vittime a carnefici
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29 Marzo 2013 - 14.49


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«Io purtroppo mi trovo catapultato in una situazione pazzesca. Sono tranquillo perché innocente. Certo, tranquillo come si può essere con un’accusa così pesante». Risponde così Riccardo Menenti, artigiano 53enne originario di Roma, indagato per l’omicidio di Alessandro Polizzi avvenuto lunedì notte a Perugia, e padre di Valerio, l’altro indagato.

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«Prima eravamo in una condizione di vittime – spiega raggiunto telefonicamente – dato che mio figlio nel giro di due mesi ha subito tre aggressioni. Poi succede una cosa pazzesca, folle, e improvvisamente ci ritroviamo dalla parte del carnefice».

Sui motivi delle liti tra Valerio e Alessandro, Riccardo Menenti suppone che «l’innesco probabilmente è la ragazza, che è stata prima con uno e poi con l’altro. Se esistono complicanze oltre a questo, a dire la verità, non glielo so dire». La notte del delitto Menenti dice di averla trascorsa nella sua casa di Todi.

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«Ci siamo rimasti fino alle 7 di mattina – precisa -, quando siamo andati da Valerio in ospedale, perché doveva essere operato». Sulle indagini, il 53enne dice che la polizia ha già fatto due perquisizioni totali delle nostre case, a Ponte San Giovanni e Todi, hanno portato via le nostre macchine. Poi ci hanno fatto il tampone (lo stub, ndr)». Quanto alla pistola, Menenti afferma: «Non ho mai avuto nessuna arma».

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