Il gesuita assolve Bergoglio: non ci denunció ai militari

Il sacerdote sequestrato e torturato dai golpisti argentini precisa: Yorio e io non siamo stati denunciati da Bergoglio.

Il gesuita assolve Bergoglio: non ci denunció ai militari
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

21 Marzo 2013 - 09.38


ATF AMP

«Questi sono i fatti: Orlando Yorio e io non siamo stati denunciati da Bergoglio». Lo afferma Francisco Jalics, il gesuita che nel 1976 insieme a Yorio venne sequestrato e torturato dai militari argentini. Il caso dei due è stato al centro delle denunce per presunta complicità dell’allora provinciale gesuita Jorge Bergoglio con il regime.

Top Right AMP

Jalics contesta in particolare che il sequestro sia avvenuto «per iniziativa di padre Bergoglio». «Ritenevo che eravamo stati vittime di una denuncia, ma dalla fine degli anni ’90, grazie a diversi colloqui, mi e’ chiaro che tale supposizione è infondata», ha aggiunto in una nota pubblicata nella pagina web dei gesuiti in Germania, dove vive, comunicato ripreso dalla stampa di Buenos Aires.

Secondo la ricostruzione dei fatti resa nota da Jalics, entrambi vennero portati via dai militari argentini perché erano in contatto con una catechista che prima lavorava con loro ma che «poi entrò nella guerriglia. Per nove mesi non l’abbiamo più vista, ma due o tre giorni dopo il suo arresto siamo stati arrestati pure noi. L’ufficiale che mi interrogò mi chiese i documenti. Quando vide che ero nato a Budapest pensò che ero uno spia russa». Qualche giorno fa, dopo l’elezione di Bergoglio quale Papa, Jalics aveva diffuso un comunicato nel quale aveva precisato di sentirsi «riconciliato con gli eventi» dell’epoca in Argentina.

Dynamic 1 AMP

In una dichiarazione complementare pubblicata sul sito jesuiten.org, Jalics dice di sentirsi «obbligato» a questa precisazione, perché «alcuni commenti» alle sue parole successive all’elezione di Papa Francesco «avevano significato il contrario di quello che intendevo dire».

Il gesuita ricorda fra l’altro che «nella provincia argentina dei gesuiti e in ambienti della Chiesa erano state diffuse informazioni false sul fatto che noi saremmo stati mandati in un quartiere povero perché avremmo fatto parte della guerriglia».

Il gesuita afferma di ritenere che queste voci false sarebbero state «il motivo per cui non eravamo stati rilasciati immediatamente» dai militari. Il gesuita conclude ribadendo che «è falso ritenere che la nostra prigionia sia avvenuta ad iniziativa di padre Bergoglio».

Dynamic 1 AMP
[GotoHome_Torna alla Home]
FloorAD AMP
Exit mobile version