La crisi colpisce anche Cosa Nostra

Tempi difficili anche per i boss di quartiere: a Palermo, costretti a ridurre l’assistenza alle famiglie dei picciotti detenuti.

La crisi colpisce anche Cosa Nostra
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

12 Marzo 2013 - 16.08


ATF AMP
di Tancredi Omodei

Cosa Nostra ai tempi della crisi. Pochi soldi anche per i boss, e le ”famiglie” sono costrette a tagliare sulla spesa. Tagli alla tradizionale assistenza a mogli e figli dei “picciotti” finiti all’Ucciardone. Ma le donne di chi sta dentro non ci stanno e protestano, rivendicano il diritto ad essere assistente mentre i loro uomini pagano, in una cella, la fedeltà al capo.

Top Right AMP

E la crisi sarebbe insuperabile se non fosse rimasta nelle mani della mafia la gestione del mercato della droga e il “pizzo”. E’così che la mafia recupera i soldi per onorare gli impegni assunti con i suoi ”assistiti”. Indimenticabile il personaggio che nel film “Gomorra” fa proprio questo lavoro nelle scale e tra i cunicoli di Scampia. Quando di soldi in circolazione ce ne sono pochi, capita anche alla mafia, dunque, di trovarsi in sofferenza.

Questo spaccato emerge dall’operazione che, a Palermo, ha portato a sei arresti. Tra loro, Renzo Lo Nigro, carriera veloce: da esattore e picchiatore a capo clan. Scalata rapida, favorita dall’azzeramento dei gradi alti dell’organigramma mafioso della zona. Arrestato un capo, non si può lasciare vuoto il ruolo, e la spunta chi è più lesto e “capace”, chi assicura fedeltà. Renzo Lo Nigro è indicato come il nuovo capo del clan della Noce, “famiglia” di tradizionale influenza in tutta la città. Arrestato anche il suo autista tuttofare, in manette l’uomo incaricato di riscuotere il ”pizzo”.

Dynamic 1 AMP

Dicevamo delle donne dei ”picciotti” dell’Ucciardone, della loro protesta contro i tagli e i sacrifici imposti dal clan. Le intercettazioni hanno raccolto lo sfogo della moglie di un detenuto. La riportiamo per intero, anticipandone il senso: “Quando finisce il figlioccio, finisce il padrino…”, avverte “saggiamente” la donna. “Io non chiedo, ma ho il diritto di non essere dimenticata…Mio marito ti ha dato la vita….”. Ed ecco, le frasi in dialetto e le pause ben calibrate: “Antonè… quando finisce u figghiozzo finisce il parrino… uno quando è arrestato poi una… va… Io non sono una di quelle vastase che domanda… io ora mi sistemo…. mi faccio la carriatina e lo sanno dove sto… e basta Antone’… Sono dieci giorni che lo chiamo per trasportare…. mi sento pure umiliata… ho pianto… Che dici….mi deve campare a me… deve campare a mio marito…. deve campare i miei figli….. a che deve campare prima… minchia… novembre, dicembre e gennaio e poi non si è visto più nessuno? Perché si discute così di chi parli?…. Non si discute così, uno che discute… ma magari solo a mio marito, a me non mi interessa… io non ne voglio aiuto… però non è giusto che abbandoni pure a mio marito che… che per te si è levato la vita..”. In un’altra intercettazione è lo stesso Lo Nigro a parla con Fabio Chiovaro, il boss. Se finisco in galera – dice il capo al”delfino”, ma coi toni dell’avvertimento, e con passaggi ironici – “ti raccomando, prendi e mi tratti a cinquecento euro pure a me…. e io ti sputo in faccia per via di lettere…”.

Il clan della Noce azzerato nell’ottobre scorso, era, dunque, ripartito puntando su Lo Nigro. Lui a prendere le redini della ”famiglia”, capitalizzando il “buon lavoro” fatto nella gestione del pizzo ai commercianti. Il passato fatto di maniere sbrigative gli aveva dato un peso notevolenel quartiere; peso che ha subito messo all’incasso. Erede del boss Chiovaro, che in qualche modo gli aveva spianato la strada affidandogli la reggenza di Altarello di Baida, feudo importante per Cosa Nostra.

Nelle intercettazioni, l’ossessione di dover onorare l’impegno con le famiglie dei carcerati, i “poveri cristiani”:“Non si devono portare i soldi ai cristiani?! Ohu! Si ci devono portare i soldi?!… “I soldi a Fabio non glieli devo mandare? Ma almeno un venticinque mila euro…? Un pezzo di venticinquemila…?”. Onorare l’impegno, oltre che per l’”onore”, per la preoccupazione che una sofferenza delle famiglie fosse mal digerita da chi sta in carcere. Il disagio di moglie e figli non si sa quale reazione può suscitare in chi ha pagato per la fedeltà alla ”famiglia”. La stessa fedeltà potrebbe mostrare pericolose crepe.

Dynamic 1 AMP
[GotoHome_Torna alla Home]
FloorAD AMP
Exit mobile version