Lei è morto: e l'Inps sospende la pensione

La singolare avventura di Antonio Salzano, sindacalista della Spi-Cgil, al quale era stata sospesa la pensione perché morto, ma solo per l'Inps. Ora deve dimostrare il contrario

Lei è morto: e l'Inps sospende la pensione
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redazione Modifica articolo

7 Marzo 2013 - 16.07


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Una storia che ha dell’incredibile, tutta all’italiana. Antonio Salzano, dirigente dello Spi-Cgil della Campania, recatosi presso l’Inps per ritirare la pensione si sente dire «Scusi, mai lei è morto».

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«Per controllare lo stato della mia pensione che tardava ad arrivare – racconta – giorni fa sono andato con il mio pin nel sito dell’Inps e ho scoperto la data del mio decesso. Ho ricontrollato incredulo più di una volta ma dopo l’esame dei dati anagrafici, di residenza e fiscali non ho avuto più dubbi. Per l’efficientissima Inps ero proprio morto».

Per l’Inps era morto il 31 dicembre 2012, come risulta dai dati pubblicati nel suo “cassetto previdenziale” sul sito dell’ente. Per ottenere la pensione, ha dovuto dimostrare di essere vivo e vegeto.

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«Mi sono recato allo sportello dell’Inps di Salerno per chiedere chiarimenti – ha detto Salzano – e ho dovuto fare domanda di ripristino della pensione. Gli ho detto che ero vivo e che se volevano controllare mi potevano anche dare dei pizzicotti. Mi hanno consegnato una lettera che definiva l’importo dell’assegno
ma, ahimè, è stata indirizzata ai miei eredi».

[url”Sulla pagina Facebook dello Spi-Cgil nazionale”]http://www.facebook.com/SindacatoPensionatiCGIL?ref=ts&fref=ts[/url] è stata pubblicata la foto del sindacalista “risorto” per dimostrarne l’esistenza in vita.

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