Latitanza sempre più difficile per Messina Denaro

Tempi duri per il capomafia di Castelvetrano. La relazione dei Servizi Segreti al Parlamento evidenzia i passi avanti nella caccia al boss.

Latitanza sempre più difficile per Messina Denaro
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1 Marzo 2013 - 20.15


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«Il boss latitante Matteo Messina Denaro, pur rivestendo un ruolo di indiscusso riferimento carismatico, deve fronteggiare una sempre più difficile latitanza». Tempi duri per il capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro: resta il leader di Cosa Nostra, ma la sua è tutt’altro che una latitanza dorata vista la pressione degli investigatori.

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Si legge nella relazione dei Servizi Segreti al Parlamento sulla Politica dell’Informazione per la Sicurezza. Gli 007 mettono in luce la «precarietà delle relazioni tra le componenti mafiose delle diverse province siciliane». E sottolineano come le attività di polizia nell’agrigentino abbiano «disarticolato i livelli di vertice provinciali responsabili dei collegamenti con le province trapanese e palermitana, costringendo le componenti locali ad avviare una fase di revisione strutturale». Nel catanese, invece, grazie alla infiltrazione nel tessuto cittadino e provinciale, i clan continuano ad imporsi nonostante «la scomparsa di esponenti di primo piano».

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