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Lourdes fa il boom di ascolti

Che siate credenti o no, Lourdes è un luogo di confronto, un luogo magico, dove si rinnova ogni giorno il miracolo della pace e della fratellanza.

Lourdes fa il boom di ascolti

Giancarlo Governi

2 Gennaio 2013 - 11.00


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La prima puntata di Vita da miracolato, andata in onda il 27 dicembre, ha avuto 1 milione e 960 mila spettatori, con uno share del 14,5%. Ascolti superiori alla media di Porta a Porta, che pure va in onda in seconda serata su Rai1.

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Domani, giovedì 3 gennaio, sempre alle 23.30, andrà in onda la seconda puntata del documentario che, assicura chi l’ha già vista, è ancora più bella della prima.
Invitiamo i lettori di Globalist a non perdersi questa straordinaria testimonianza “laica” su Lourdes.
di Giancarlo Governi

Sono stato a Lourdes per un programma televisivo (Vita da miracolato, 2 puntate 27 dicembre 3 gennaio, su Raiuno ore 23). Ci sono andato da non credente e ne sono tornato che continuavo a non essere credente ma con la gioia di aver fatto una esperienza eccezionale, per aver vissuto per alcuni giorni in un sito dove regna la pace, la serenità e soprattutto la fratellanza. Ecco, la fratellanza è il vero miracolo di Lourdes che si rinnova in ogni giorno e in ogni minuto, incarnato da quell’esercito di persone anonime che si sobbarcano alcuni giorni di lavoro umile in soccorso degli infermi, a loro spese. E molti di loro, mi hanno detto, non sono credenti.

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Ma come nasce Lourdes, come nasce il culto della Madonna, in questa Grotta?
Nasce nel 1858 quando una ragazzina di 14 anni povera, malata e analfabeta disse di aver visto una bella signora, vestita di bianco, con una cintura celeste e due rose fra le dita dei piedi scalzi. Anni dopo Bernadette dirà: “Se avesse trovata una più ignorante la Signora non sarebbe venuta da me”. “Aquerò” la chiama la ragazza di Lourdes, che nel povero dialetto patois vuol dire “quella cosa lì”. Una cosa che diventerà, in 18 apparizioni l’”Immacolata Concezione” una definizione dichiarata dogma (cioè verità di fede non discutibile e che sfugge alla ragione) soltanto due anni prima dal papa, il cui significato tra l’altro quasi sfuggiva persino al parroco di Lourdes, e che quindi non poteva essere arrivato ad una ragazza analfabeta di uno sperduto villaggio ai piedi dei Pirenei.

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Il messaggio che Aquerò dà a Bernadette è semplice, come è semplice Lourdes e il fenomeno della Grotta. Non lancia proclami, non annuncia sciagure, non minaccia chi non si converte o chi non crede. La “Bella Signora” chiede soltanto di “pregare e fare penitenza per la conversione dei peccatori” e di fare di quel luogo, un luogo di culto. A Bernadette indica il luogo dove scaturirà una fonte, che poi sarà la fonte dell’acqua salvifica, l’acqua di Lourdes.

Su Bernadette e “Aquerò” sono stati fatti film, scritti libri anche non agiografici. Il fenomeno Lourdes ha affascinato anche tanti non credenti che hanno scritto articoli e libri. Qualcuno si è avvicinato a Lourdes con intenzioni negative, per scoprirne il “trucco” e l’impostura e ne è tornato frastornato. La stessa figura di Bernadette lascia stupiti: due anni dopo le apparizioni della Grotta la ragazzina di Lourdes si ritirerà nel convento delle suore di Nevers, dove si dedicherà ai lavori più umili, imparerà a leggere e a scrivere e sopporterà dolori terribili conseguenza di malattie gravissime che la porteranno alla morte a soli 35 anni. Le daranno forza le parole di Aquerò (“Non ti prometto la felicità in questa vita ma nell’altra”) e considererà la morte come il trapasso a una vita di felicità. Bernadette sarà proclamata santa nel 1935.

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A Lourdes, ci sono cinque chiese, ma il luogo che attira di più è la Grotta delle apparizioni, dove c’è il passaggio di devoti emozionati. Gente che prega con voce sommessa, che mette le mani sulla roccia per raccogliere l’acqua che trasuda dalla fonte, con la quale si segna, la bacia, si inumidisce la faccia. Ci sono le persone in carrozzella, gli infermi, che raccolgono l’acqua dalla mani dei loro accompagnatori. Ci sono anche i non credenti, li riconosci dalla compostezza stupita, non pregano non si segnano, eppure sono lì a sentire la “magia” del luogo.

Anche io sono passato sotto la Grotta e ne ho provato la magia. Mentre ero a Lourdes a lavorare mi ha telefonato un amico che mi ha implorato: “ti prego vai a pregare per mia moglie che sta morendo”. Sono andato con un po’ di imbarazzo pensando di pregare con parole e pensieri miei. Quando mi sono trovato là sotto di incanto mi è tornata alla mente la più bella preghiera che sia stata concepita e che io avevo imparato a memoria tanti anni fa al liceo: “Vergine madre, figlia di tuo figlio…”.

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Se Lourdes doveva essere una fabbrica di miracoli, avrebbe chiuso da tempo, ci ha detto il professor Sandro De Franciscis, il direttore del Bureau Medical: infatti in 154 anni i miracoli dichiarati dalla Chiesa, dopo essere stati accertati dalla medicina come “guarigioni inspiegate” sono soltanto 68. Cosa è dunque Lourdes oggi e da oltre un secolo e mezzo? Lourdes è sicuramente il luogo del conforto e un luogo dove si rinnova ogni giorno il miracolo della fratellanza. A una signora in carrozzella ho chiesto se stesse aspettando il miracolo. Mi ha risposto: “Il mio miracolo l’ho già avuto: sono riuscita ad arrivare fino a qui”.

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