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Arriva Cleopatra ma non fa paura, polemica sull'allarmismo

La Società metereologica italiana: "Smorzare i toni". Il capo della Protezione civile: "Meglio così che i 50 morti dell'anno scorso".

Arriva Cleopatra ma non fa paura, polemica sull'allarmismo

redazione

15 Ottobre 2012 - 19.58


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Il temporale Cleopatra a Roma è appena iniziato: la punta è prevista tra le 20 e le 23. Sulla capitale stanno acedendo “secchi” di acqua, eppure sembra che l’impatto delle piogge sarà, per fortuna, molto meno disastroso di quanto racontato in questi ultimi giorni dalla Protezione Civile.

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Anche nelle altre parti di Italia è arrivato il brutto tempo, ma tutto sommato senza grandi conseguenze. A Roma, poi, sembrava che dovesse accadere l’inenarrabile e il si era attrezzato di conseguenza, in previsione degli straripamenti di Tevere e Aniene: 40mila sacchi di sabbia, un centinaio di mezzi pesanti ed
idrovore, sorveglianza dei monumenti e 1.400 uomini schierati. In realtà già da stamattina si capiva che le perturbazioni ci sarebbero state (e infatti piove forte) ma non in modo eccessivo.

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Un errore? Il Capo della Protezione Civile ha spiegato: “Questa prima
perturbazione autunnale è solo un antipasto di quanto succedera’ nei prossimi mesi:
bisogna quindi prepararsi adeguatamente, evitando di entrare in
un loop di panico. Che piova o no – ha sottolineato – a noi
interessa fino a un certo punto. Quello che conta sono gli
effetti al suolo che possono essere estremi in un Paese fragile
come l’Italia. Dove ci sono Comuni che non hanno ancora un piano
di protezione civile”.

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Giusto, insomma, alzare l’asticella dell’allarme. Ma c’è chi polemizza. Daniele Cat
Berro, della Società meteorologica italiana, ha parlato di
”allarmismo ingiustificato. Per quanto ci riguarda – ha
aggiunto – gia’ ieri noi avevamo ‘smorzato’ i toni, parlando di
una perturbazione in fase di attenuazione”. Ed anche Gabrielli
ha attaccato ”i maghi che fanno della meteorologia un’occasione
di avanspettacolo: serve meno ironia e meno frizzi e lazzi”. La
realta’, ha rilevato, ”è che l’innalzamento della temperatura
registrato nell’area del Mediterraneo porta al formarsi di celle
temporalesche imprevedibili che si strutturano e si scaricano
velocemente sul terreno con effetti pericolosi”.

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