E così il povero Sallusti l’ha sfangata! Ci è stata tolta la possibilità di stare per un paio di mesi, di più non avrebbe fatto, senza vedere la sua faccia da mane a sera in televisione (ma come fa, lui e anche altri direttori, a fare il giornale?) e di dover commentare i suoi articoli(?). Inutile aggiungere parole sulla strana concezione che si ha della libertà di stampa in Italia. Inutile disquisire se offendere, insinuare e propalare notizie false rientrano nei canoni della libertà di informazione.
Sarebbe inutile anche parlare della strana, altre parole non trovo, corsa alla solidarietà verso Sallusti. Corsa a scongiurare qualche mese di gattabuia non per aver espresso un’idea, magari!, ma per aver scritto il falso, come ben ha ricordato Alessandro Robecchi sul suo sito. Parlare di casta mi fa un po’ schifo come le caste stesse. Non c’è miglior modo di neutralizzare qualcosa se non metabolizzarla al proprio interno. Tutti colpevoli, nessun colpevole, tutte caste nessuna casta. Ma via dalla digressione e torniamo al punto. La solidarietà.
Ho digitato “rubava per fame” su Google dando come limite di ricerca “ultimo anno”, sono venute fuori 70.500 risultati. Ovvero per questo immane numero di volte giornali, blog, siti hanno parlato di qualcuno che pur di mangiare ha rubato. Certo non sono 70.500 casi, vogliamo fare che sono 7.050, sono troppi? Scendiamo a 750, anche a 75, mi voglio rovinare anche a 7. Ma fosse anche solo uno. Avete visto, sentito, letto di una qualsiasi corsa alla solidarietà verso l’autore del reato? Verso colui o colei che ha rubato per mangiare?
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