Mille euro di risarcimento alla escort che un imprenditore romano ha apostrofato con il termine “battona”. La decisione arriva da un giudice di pace penale di Roma. La parola usata dall’uomo rientra nella fattrispecie del reato di ingiuria aggravata, lesiva dell’onore della querelante.
La vicenda risale al 9 ottobre del 2010, quando l’imprenditore si è trovato ad una festa in una villa dell’Olgiata. Anche la donna era lì, ma per lavoro. Quella sera accompagnava un facoltoso uomo d’affari. E l’uomo, dopo averla riconosciuta, perché si era avvalso dei suoi servii già altre volte, ha tentato delle avances nei suoi confonti. La donna, che era lì evidentemente per un altro cliente ha declinato le insistenti proposte dell’uomo, che a quel punto, infastidito per il rifiuto, si è rivolto alla donna ad alta voce apostrofandola con l’epiteto di “battona”.
La escort in questione, che non ha mai negato il suo lavoro – e nemmeno poi davanti al giudice – ha trascinato l’imprenditore in tribunale. “L’espressione proferita dall’imputato è lesiva dell’onore della querelante – ha stabilito il giudice nella motivazione della sentenza – a nulla rilevando la circostanza, peraltro ammessa dalla stessa persona offesa, dell’effettivo esercizio da
parte di quest’ultima del lavoro di escort e accompagnatrice”.
E l’avvocato della donna Gianluca Arrighi, commentando il verdetto ha dichiarato: “una sentenza che conferma il principio per cui nessuno èŠ tenuto a subire offese generiche, a prescindere dal contesto personale, sociale o professionale”.
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