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I lefebvriani a un passo dal no al Papa

Secondo fonti non ancora confermate, i lefebvriani annunceranno questa mattina il loro no alla Santa Sede. Non rientreranno in comunione con la Chiesa.

I lefebvriani a un passo dal no al Papa

redazione

15 Luglio 2012 - 10.44


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A un passo dalla rottura. A meno di sorprese dell’ultim’ora il lungo negoziato fra la Fraternità di San Pio X e la Santa Sede per chiudere lo scisma del 1988, è fallito. Domani mattina i diversi responsabili dei distretti dei lefebvriani ne daranno notizia. Si chiuderebbe così con un nulla di fatto una trattativa durata per tutti e sette gli anni del pontificato di Benedetto XVI ed entrata poi nel vivo dal 2009 ad oggi. Vedremo nel dettaglio se la Fraternità darà un’ultima chance a futuri colloqui con il Vaticano, ma tutto sembra precipitare.

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Nel corso della scorsa settimana, infatti, si è svolto a Econe, nel quartier generale della Fraternità in Svizzera, il capitolo generale del movimento ultratradizionalista che doveva dire una parola definitiva di fronte all’offerta vaticana. Questa comprendeva la piena accettazione del Concilio Vaticano II e in cambio veniva data al movimento fondato da Marcel Lefebvre l’opportunità al gruppo di costituirsi in Prelatura personale, cioè in un organismo dotato di ampia autonomia che poteva seguire la messa preconciliare e attenersi alla tradizione della Chiesa. A quanto pare non è bastato.

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Così domani, dopo la messa celebrata a conclusione del Capitolo della Fraternità di San Pio X sarà letto ad Econe, e in tutti i distretti, un documento-dichiarazione del Capitolo in cui si dice definitivamente “no” alla proposta di un ritorno alla Chiesa e si ringrazia il Papa per quanto ha fatto in questa prospettiva e per l’occasione che ha dato alla Società di esporre i suoi punti di vista.

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La Fraternità ricorda che nel documento consegnato a monsignor Bernard Fellay, il Superiore dei lefebvriani, da parte del cardinale William Levada, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, si chiede loro l’accettazione del magistero del Concilio Vaticano II, cosa che non può essere accettata. Un’eventuale accettazione, si aggiunge, comporterebbe quindi l’accettazione degli errori del Concilio. La notizia è stata annunciata dal sito d’informazione religiosa Religión Digital.

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