“Per scongiurare a ottobre-novembre l’aumento dell’Iva servono 4,2 miliardi di euro” da ricavare da un’operazione di revisione della spesa “ma essendosi aggiunte altre due esigenze” come quelle degli esodati e del terremoto “la cifra è molto più alta”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Monti, nel corso della riunione Governo-enti locali sulla spending review a palazzo Chigi, secondo quanto riferiscono fonti presenti all’incontro. Il presidente del Consiglio, ha anche spiegato che “non sarà un’altra manovra, ma un’operazione di spending review per evitare sprechi. Non ci saranno tagli ai servizi pubblici ma solo una revisione delle spese per salvaguardia le priorità”.
L’intervento sulla spesa è diviso in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio e al Tesoro. La seconda sta per partire con il dl in discussione. La terza arriverà tra qualche settimana con un altro dl per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche.
Per evitare che tra ottobre e dicembre si debba aumentare l’Iva servono 4,2 miliardi, spiega il presidente del Consiglio, aggiungendo subito dopo che però si sono aggiunte due esigenze: il tema degli esodati e il terremoto che rendono la cifra di 4,2 miliardi molto più alta.
Nella spending review sarebbe previsto anche il taglio del 20% dell’organico dei dirigenti della P.A. e del 10% dei dipendenti, ha detto il viceministro all’Economia Vittorio Grilli ai rappresentanti degli enti locali nel corso della riunione a Palazzo Chigi con il governo. Agli esponenti delle parti sociali il ministro della Pubblica amministrazione spiega poi che la riduzione degli organici sarà fatta dopo la verifica delle piante organiche. Solo dopo sarà infatti possibile selezionare e modulare l’intervento di riduzione attraverso la mobilità di due anni.
La spending review servirà a eliminare gli sprechi senza ridurre i servizi, aggiunge il presidente del Consiglio. Secondo il premier la logica della spending review si contrappone ai tagli lineari, guardando alla priorità più alte.
