“Ringraziamo il Signore!” Maria è bruna e ha i capelli raccolti e tenuti da una fascetta coi colori dell’arcobaleno, Antonio ha i capelli cortissimi ed é con il suo cane. Gli occhi felici e commossi, si abbracciano e ringraziano il Signore. Felici perché è un giorno importante per loro: la Curia ha detto sì alla veglia: gay e lesbiche questa sera, per la prima volta a Palermo, potranno raccogliersi in preghiera in una chiesa cattolica, quella di Sant’Arcangelo Gabriele. Ci avevano provato lo scorso anno, non c’erano riusciti e si erano fermati a pregare e cantare davanti la chiesa di Santa Lucia, al Borgo, sotto le mura del carcere dell’Ucciardone.
Dopo il no dello scorso anno, gay e lesbiche erano tornati a bussare alla porta della Curia, alla vigilia della giornata mondiale contro l’omofobia. Hanno osato e hanno sperato. Questa volta, dalla Curia è arrivata una telefonata – raccontano i ragazzi di “Ali D’Aquila”, tra gli organizzatori dell’evento – l’ausiliare del vescovo ha voluto incontrarci, ed ecco il miracolo!”.
La scelta della Curia è salutata con gioia da sacerdoti che anche lo scorso hanno si erano ritrovati con i gay costretti a pregare davanti la chiesa, senza poter entrare. Come il prete di Santa Lucia che lo scorso hanno si era schierato con i ragazzi tenuti fuori dalla sua chiesa. Aveva pregato e cantato con loro. O come il parroco della chiesa che questa sera si aprirà ai canti e alle preghiere di gay e lesbiche. Padre Franco Romano divide la felicità dei ragazzi: “Se noi per primi non riusciamo a riconoscere i nostri fratelli, se non abbiamo il coraggio e la volontà di ascoltarli, se non ci siamo quando loro chiedono il nostro aiuto, allora la Chiesa ha fallito la sua missione. Quello di oggi – aggiunge – è un incontro di preghiera, e la Chiesa ha il dovere di celebrarlo”.
Stasera, c’è da giurarre, a Sant’Arcangelo Gabriele saranno in tanti. Ci sarà la comunità di San Francesco Saverio, la gente della parrocchia, i Laici Comboniani, la Chiesa Luterana, quella Valdese e tante associazioni. Assieme, hanno deciso una scaletta della veglia. Si inizierà con la lettura di testimonianze di vittime dell’omofobia, poi, gli occhi e il cuore al cielo per cercare e incontrare il Signore, che guarda ai propri figli, a tutti, con lo stesso sguardo, ricorda Antonio. Per la parte strettamente liturgica, unanime la scelta del versetto più emblematico della Prima lettura di Giovanni:”Chi dice di essere nella luce, e odia suo fratello, é ancora nelle tenebre”.
