Gambizzato l'ad di Ansaldo Nucleare: tecnica da Br

Roberto Adinolfi è stato ferito sotto casa a Genova da due persone in scooter. "Non è esclusa la matrice terroristica", dice il procuratore di Genova, Michele di Lecce.

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7 Maggio 2012 - 14.48


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Questa mattina a Genova l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, 53 anni, è stato ferito da un colpi di arma da fuoco alla gamba destra. Altri due proiettili esplosi non lo hanno colpito. Al momento è ricoverato all’ospedale San Martino. L’agguato è avvenuto sotto casa di Adinolfi, mentre stava per recarsi a lavoro. Insieme a lui c’era il figlio di 20 anni.

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Adinolfi è amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, società del gruppo Finmeccanica, nata nel 1989 dalla fusione tra Nira (Nucleare Italiana Reattori Avanzati) e Ansaldo Meccanico Nucleare. Nel 1999 è diventata una divisione di Ansaldo Energia, mentre dal 2005 è una società per azioni controllata al 100% da Ansaldo Energia. Ha 170 dipendenti, produce reattori e centrali nucleari di terza generazione. Ha sede a Genova.

“Non è esclusa la matrice terroristica, ma questa è solo una delle ipotesi in quanto non è stata ancora ricevuta alcuna rivendicazione”. E’ quanto dichiarato dal procuratore di Genova, Michele di Lecce. In base alla ricostruzione degli inquirenti, due aggressori a volto coperto da caschi integrali hanno raggiunto via Montello stamani prima delle 8,10, ora in cui è stato sparato un singolo colpo (e non tre come precedentemente indicato) all’indirizzo di Roberto Adinolfi. L’uomo si trovava in compagnia del figlio ventenne, che ha assistito alla sanguinosa aggressione.

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Intanto, è stata ritrovata la moto utilizzata dalla coppia di aggressori che stamani ha gambizzato il dirigente dell’Ansaldo Roberto Adinolfi. La notizia è stata confermata dal procuratore di Genova, Michele Di Lecce, ma al riguardo non sono stati forniti ulteriori dettagli. I rilievi effettuati sulla moto potranno aiutare gli inquirenti a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione.

In mattinata sono stati sequestrati anche i video effettuati attraverso le telecamere per la sorveglianza ambientale della zona dove si è consumata l’aggressione. Il mezzo risulta essere stato rubato e anche questo potrebbe essere un indizio utile per ricostruire la dinamica dell’evento. Lesioni personali aggravate. Questo il titolo di reato per cui la procura di Genova ha aperto un fascicolo, per ora a carico di ignoti, a seguito della gambizzazione del dirigente Ansaldo, Roberto Adinolfi, avvenuta stamani in via Montello nei pressi della sua abitazione.

Il proiettile, sparato da una pistola Tokarev calibro 7.62, ha colpito la zona sottostante il ginocchio destro della vittima non ledendo vasi sanguigni importanti. Il primo allarme è stato dato alla moglie della vittima e quindi ai soccorritori. Adinolfi è stato quindi soccorso e portato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Genova dove è stato sottoposto a intervento chirurgico, terminato con successo in tarda mattinata. Gli inquirenti, i carabinieri del Ros e gli uomini della Digos, sono coordinati dai magistrati del gruppo terrorismo, Silvio Franz e Nicola Piacente.

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Il proiettile sarebbe uscito trapassando la gamba da parte a parte, e non avrebbe leso vasi sanguigni importanti, rendendo le condizioni del ferito non gravi. Il dirigente si trova ora in camera iperbarica per precauzione. “Sono uscito di casa, li ho visti fermi sullo scooter”, sono le prime dichiarazioni rilasciate da Adinolfi agli inquirenti e ha poi aggiunto: “Hanno attirato la mia attenzione, ma non più di tanto. Li ho superati. Mi hanno seguito e mi hanno sparato. Avevano il casco”. Il dirigente ha affermato di non aver visto il volto dei criminali. I carabinieri del nucleo investigativo di Genova stanno dando la caccia ai due uomini che stamani, a bordo di uno scooter hanno teso l’agguato a Adinolfi. I due hanno esploso tre colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto il dirigente alla gamba destra, per poi dileguarsi. Le indagini sono state affidate dal procuratore di Genova Michele Di Lecce all’aggiunto Nicola Piacente e al sostituto Silvio Franz, del gruppo che si occupa di terrorismo. La pista privilegiata dagli investigatori è quella eversiva, anche se precisano: “E’ soltanto un’ipotesi ricavata dalle modalità dell’attentato. Se di terrorismo si tratta, arriverà una rivendicazione ufficiale”.

Il piano, in ogni caso, sembra essere stato organizzato nei dettagli, perché gli attentatori sapevano l’ora di uscita da casa e che il dirigente non utilizzava un box o un garage. Le indagini sarebbero orientate verso ambienti di estremismo ambientale e di ultrasinistra: sarebbe da escludere, invece, la pista anarchica. Il dirigente Ansaldo stesso avrebbe chiarito agli inquirenti che la pista da seguire è di natura politico-professionale. Il ministro Elsa Fornero ha affermato: “Queste sono cose che non si commentano”.
Solidarietà bipartisan a Adinolfi dai partiti: il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parla di “segnale preoccupante di un salto di qualità delle tensioni e della violenza”, mentre il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, auspica che “sia fatta quanto prima piena luce sui colpevoli”.

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