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Supposta libera con 7000 nuove farmacie

120 milioni di risparmi. Cambia la distribuzione del farmaco. Resta da decidere il numero di abitanti per ogni esercizio. I parafarmacisti ipotizzano 7.500 nuovi posti.

Supposta libera con 7000 nuove farmacie

Desk

11 Gennaio 2012 - 09.19


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Più farmacie, più concorrenza sui prezzi e risparmi per i cittadini. Entro il 20 gennaio liberalizzare, tra gli altri, anche farmaci e farmacie. “Non si tratta di allargare i mercati, ma di abbassare i prezzi” sostiene il governo. I rappresentanti dei parafarmacisti (anche loro laureati in farmacia) propongono di abbassare il numero di abitanti per farmacia, dagli attuali 4 mila a 2.500. 7.700 aperture in più e oltre 30 mila nuovi posti di lavoro, sostengono. Federfarma rilancia a 3.500 abitanti. La vendita libera dei farmaci di fascia C – inserita e poi tolta dalla manovra Salva-Italia – potrebbe intanto rientrare nel decreto liberalizzazioni ed essere estesa anche ai piccoli Comuni. Un mercato che vale 3,1 miliardi l’anno, il 12% della spesa farmaceutica nazionale (26 miliardi).

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In Italia esistono 18 mila farmacie, solo 1.550 quelle comunali, che impiegano 50 mila farmacisti. La licenza viene assegnata dalle Regioni mediante concorso pubblico per titoli, in base alle esigenze del territorio. Una farmacia ogni 4 mila abitanti nei Comuni sopra i 12.500 abitanti e una ogni 5 mila per quelli più piccoli. Limite già oggi di fatto sceso a 3.374 (il calcolo dei “resti”), ma i bandi, che dovrebbero essere biennali, aspettano a volte decenni. Gli iscritti all’Ordine dei farmacisti sono 82 mila, con 2 mila nuovi iscritti l’anno. Oltre 30 mila professionisti non lavorano dunque in farmacia. La licenza è ereditabile. Succede anche in Europa, con eccezione in Finlandia e Svezia, dove la licenza torna allo Stato con il pensionamento.

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Se non ereditata, in Italia la licenza può essere venduta, ricavandone 2-3 volte il fatturato, dunque anche 3-4 milioni di euro, visto il fatturato medio annuo di 1,5 milioni. Una barriera all’ingresso enorme, per i sostenitori della deregulation. Il governo vuole più capillarità e concorrenza sui prezzi, come accaduto in questi anni liberalizzando i farmaci da banco (22,5 milioni risparmiati nel 2010). Con i medicinali di fascia C sul mercato i risparmi arriverebbero a 120 milioni, secondo i rappresentanti delle parafarmacie (3.823 quelle oggi esistenti, 8 mila dipendenti di cui 6.500 farmacisti). La polemica politica intanto cresce con i malumori dei farmacisti. Probabile un pacchetto unico di liberalizzazioni dall’energia a taxi e farmacie.

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