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Piove e l'Italia diventa Bangladesh

Il nostro territorio è una groviera devastata da speculatori e amministratori rapaci; dal sud al nord fiumi trasformati in discariche, senza argini.

alluvione
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redazione

5 Novembre 2011 - 23.31


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E’ possibile arrivare a una ventina di morte a causa delle piogge? Sì, a quanto pare è possibile. Si parla di tropicalizzazione del clima, di quantità di pioggia inimmaginabile caduta in un breve periodo di tempo. Dovremo abituarci, dicono. E però c’è qualcosa di più, lo sappiamo. Questo è il territorio dell’Italia, una groviera devastata da speculatori e amministratori rapaci; dal sud al nord di questo fragile Paese, fatto di colline e territori franosi, di fiumi trasformati in discariche, senza argini. E poi case pericolanti costruite ovunque con quella vocazione all’illegalità grande e piccola, con quella furberia italica che fa carta straccia dei piani regolatori, delle leggi e della geologia. L’edilizia selvaggia ha corroso le terre, le vite e la bellezza.

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Una regione del nord Italia, una città fra le più sviluppate e ricche si storia come Geneva, sono state messa in ginocchio. Altre volte è toccato al Piemonte, alla Campania e altrove. Genova, pochi giorni dopo la tragedia delle Cinque terre, sembrava il Bangladesh. Il silenzio della classe dirigente rimasta infine muta di fronte all’alluvione, è il ritratto di un Paese sfigurato, senza più identità. L’Italia non è mai stata così perduta come negli ultimi giorni in cui alla farsa politica si aggiunge la tragedia, reale, di queste ore.

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