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Genova è alluvione. Timori per le Cinque Terre e Aulla

Esonda il Bisagno, città sott'acqua. Sette le vittime, tra cui due bambini. E il maltempo potrebbe travolgere il levante ligure già alluvionato.

Genova è alluvione. Timori per le Cinque Terre e Aulla

redazione

4 Novembre 2011 - 17.58


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Genova affoga. Un temporale infinito che colpisce da ore la zona centro-orientale della città. La situazione è drammatica: l’acqua ha invaso interi quartieri e si conta una prima vittima: una donna che è stata travolta da un auto sospinta dalla furia dell’acqua. Timori per il torrente Polcevera sul ponente. Quattro persone risultano disperse. In via Mogadiscio, in pieno centro città, si ribalta un bus. Era allerta meteo di secondo grado dalle 6 di questa mattina sino a mezzogiorno di domenica. Ma le preoccupazioni maggiori riguardavano l’estremo levante della Liguria, le Cinque Terre già colpite dall’alluvione della scorsa settimana e la zona della Val Di Vara, tra entroterra spezzino e Toscana, dove si temeva la ripresa di forti movimenti franosi. E’ stato invece in capoluogo ad essere colpito pesantemente.

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Paura a Levante. Mentre Genova annaspa, lungo le riviere si trema. Nella zona del Tigullio sino alla martoriate Cinque Terre e all’entroterra di Aulla dove ancore si scava tra fango a macerie e ancora si cercano gli ultimi superstiti della disastrosa alluvione della scorsa settimana. Un silenzio irreale in quei luoghi. Il piano di evacuazione predisposto dai Comune per evitare il peggio nella notte dell’allerta 2 si è completato, ma non tutti hanno deciso di andarsene. In molti hanno scelto di restare, soprattutto gli anziani: «Io no, non me ne vado, questa è casa mia», ha detto un vecchietto tenendo per mano la moglie e una vanga. In fondo, è tutto quel che gli resta: la compagna di una vita e quattro mura di una casa invasa ancora dal fango.

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Nelle campagne si resiste. Sugli autobus messi a disposizione dalla Protezione Civile per trasferire gli sfollati dalle zone a rischio ai centri di accoglienza allestiti alla Spezia, solo un drappello di anziani: hanno gli occhi sgranati e le mani che danzano inquiete, il sorriso sperduto come quello dei bimbi, i fagotti che non vanno persi di vista. Le evacuazioni “parziali” sono state una caratteristica della giornata di ieri: a Borghetto come a Brugnato, ma anche a Vernazza, a Monterosso. Piuttosto c’è chi è andato dagli amici, ma il paese non lo si vuole lasciare, anche a costo di rimanere isolati. Dovevano arrivare un centinaio di persone dalla Val di Vara e dalle Cinque Terre, ma al Palasport della Spezia non si è visto praticamente nessuno sfollato.

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Liguria irraggiungibile. I più hanno trovato ricovero altrove, altri hanno preferito restare a casa, specie a Borghetto e a Brugnato, malgrado le insistenze. In tutto i cittadini che hanno dovuto lasciare i loro paesi non sono più di un migliaio. Qualcuno è stato ospitato al palazzetto di Brugnato. Fanno paura le frane ancora vive sui fianchi delle colline che incombono sul paese e che potrebbero definitivamente smottare e creare pericolo. Evacuazione ferroviaria a Vernazza, nelle Cinque Terre: lì, ieri si sono fermati sei treni, messi a disposizione dalle Ferrovie. Nessuno ha potuto scendere, su quei treni è stato possibile solo salirci. Per andarsene. Bloccate intento sia le statatli che le autostrade di Genova, ferrovie ed aeroporto. Ordine della Protezione civile, non uscire di casa.

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