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Alluvione: Liguria e Toscana cercano di ripartire

Riaperte l' A12 e A15. Rotto l'isolamento che spezzava in due la Liguria. I geologi: "Si doveva evacuare"

Alluvione: Liguria e Toscana cercano di ripartire

Desk

28 Ottobre 2011 - 08.58


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Disastro inimmaginabile. Consiglio dei ministri straordinario per discutere dell’emergenza maltempo in Liguria e in Toscana. “Un disastro così non me l’aspettavo, è molto peggio di come lo immaginavo”, commenta il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, durante un sopralluogo sulle zone alluvionate del Levante ligure.

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Quasi Vajont. Il prefetto di La spezia Franco Gabrielli parla alla gente di Vernazza nel fango che ha sommerso parte delle Cinque Terre: «Non siete il Vajont, ma non siete neppure in una situazione facile». Si rivolge a gente tosta, proprio come la terra della Liguria, incastrata tra le montagne e il mare: non hanno acqua, non hanno elettricità e gas, ma non se ne vogliono andare.

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Le vittime. Il bilancio adesso parla di sette morti, cinque nell’estremo levante della Liguria e due in Lunigiana. L’ultima vittima è stata trovata alla prime luci del giorno: è un cittadino romeno che, insieme con la fidanzata (che è riuscita a sopravvivere, ma è ferita gravemente), era ospite a Cassana, frazione di Borghetto Vara, nella casa del connazionale morto nel crollo dell’abitazione.

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I dispersi. E mentre i soccorritori si affannano a scavare alla ricerca delle sei persone che ancora mancano all’appello, e le Procure di Massa e della Spezia annunciano indagini per valutare eventuali colpe, è sempre più chiaro che Liguria e Toscana hanno di fronte un’emergenza senza precedenti.

L’isolamento. Vernazza e Monterosso, due delle Cinque Terre, sono ancora isolate, così come diversi altri paesi della zona, le strade bloccate, la ferrovia praticamente inservibile. E ieri sera, agli sfollati si sono aggiunte altre 250 persone, evacuate dal centro storico di Mulazzo, in provincia di Massa Carrara.

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L’esercito. Nelle due regioni sono arrivati i militari: parà della Folgore e genieri del secondo reggimento Pontieri di Piacenza lavorano senza sosta. Ben 348 soldati, cui va aggiunta una nave, 43 mezzi e sette velivoli. Si affiancano all’altro “esercito”, quello degli “angeli del fango”, fatto da persone comuni, da membri delle forze dell’ordine, della Protezione Civile.

Ancora pericolo. Le loro case, ispezionate una a una dai tecnici della Protezione Civile, sono ancora in pericolo, se la montagna dovesse di nuovo franare: «Se bisogna andare, bisogna andare via», ha provato a convincerli il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, che a Vernazza si è commosso e ha pianto, di fronte ai cittadini che non hanno più nulla.

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Senza strade. Il 43% delle strade della provincia della Spezia sono danneggiate, e per rimetterle a posto ci vorranno non meno di 50 milioni di euro. Le autostrade A12 e A15 sono state riaperte, ma solo a senso unico alternato (il casello di Aulla è inaccessibile) e solo ieri sera è stato possibile riattivare un solo binario della ferrovia Roma-Torino tra Monterosso e Corniglia. Torcana.

Toscana. Conta i danni anche la Toscana, dove finita l’emergenza acqua e fango rischia di aprirsi quella delle frane: il centro storico di Mulazzo, 2500 abitanti nel cuore della Lunigiana, è stato evacuato e 250 persone sono state fatte alloggiare nel Palazzetto dello Sport e in alcuni alberghi della zona. Troppi i rischi per movimenti franosi che potrebbero verificarsi e che adesso vengono monitorati dai tecnici.

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Scuole chiuse. Quanto alla situazione nella zona più colpita della Toscana, tutte le scuole di Aulla resteranno chiuse sino a nuova ordinanza (nella provincia della Spezia, scuole superiori chiuse almeno sino al 31 ottobre compreso): così ha deciso il sindaco dopo avere verificato l’inagibilità totale delle scuole Medie e anche di altre strutture scolastiche.

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