Amanda Knox: Non ho ucciso né stuprato

L'ultima udienza per l'omicidio di Meredith Kercher. La sentenza intorno alle 20. Sollecito: "Mai fatto del male". Oltre 400 giornalisti a Perugia.

Amanda Knox: Non ho ucciso né stuprato
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3 Ottobre 2011 - 15.13


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di Martina Aureli

“Sto pagando per cose non commesse. In quattro anni ho perso un’amica e la libertà”: con voce rotta dalle lacrime Amanda Knox rivolge il suo ultimo appello alla Corte prima della sentenza, attesa in serata non prima della 20.

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“Non riuscivo a credere a ciò che era successo. La persona che condivideva la camera da letto accanto alla mia era stata ucciso. E, se io fossi stati là quella sera, sarei morta come lei. Meno male che non c’ero – ripete – io ero da Raffaele, che era tutto per me in quel momento”.
“Io non sono quella che loro dicono, sono stata tradita e manipolata”, dice ancora Amanda in ottimo italiano.
“Non ho ucciso, non ho violentato, non ho rubato, non ero là”: continua la sua difesa.
“Non conoscevo Rudi Guede – afferma – nemmeno per nome. Non era una persona con cui avevo qualche tipo di contatto. Non ho mai fatto le cose che dicono che avrei fatto”.


“Non voglio essere privata del mio futuro, sono innocente”

Amanda qui si commuove ancora e fa fatica ad andare avanti.
“Ero disordinata, spensierata, ma avevamo buoni rapporti. Io condividevo la mia vita soprattutto con Meredith, avevamo un’amicizia tale che lei si preoccupava per me.
Io non sfuggo dalla verità. Ho sempre voluto giustizia per Meredith. Io non sfuggo dalla verità. Io insisto per la verità”.
“Insisto per la mia innocenza – conclude – perché è vera e deve essere riconosciuta.
Voglio tornare a casa, alla mia vita, non voglio essere punita e privata della mia vita e del mio futuro per qualcosa che non ho fatto. Sono innocente, siamo innocenti, meritiamo la libertà”.

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Raffaele: “Non ho mai fatto del male a nessuno”

Prima di Amanda aveva preso la parola Raffaele Sollecito, anche lui visibilmente teso.
“Non ho mai fatto del male a nessuno, mai nella vita”: ha iniziato il giovane. “L’accusa che mi è stata mossa contro, durata tutti questi anni è talmente assurda che ho sempre pensato che si sarebbe esaurita e si sarebbe chiarito tutto nel giro di poco tempo. Invece così non è stato. Ho dovuto sopportare, andare avanti giorno per giorno, come se vivessi in un incubo. Per l’assassino, per questo signor nessun, viene chiesto il carcere a vita o la pena di morte. Ma la fine di ogni giorno in carcere, è già una morte”.
Sollecito ha poi sottolineato di non aver mai accusato Amanda, nè Guedè.
Infine il regalo alla Corte: Raffaele ha donato un braccialetto. “Sono quattro anni che porto questo bracciale con la scritta ‘Amanda e Raffaele liberi’, oggi è arrivato il momento di toglierlo. Non l’ho mai tolto e in questo bracciale sono racchiuse molte emozioni. Oggi voglio fare un omaggio alla Corte: è arrivato il momento di toglierlo”.


Il presidente: “Sentenza non prima delle 20”

Oggi arriva il momento decisivo. Stamattina ci saranno le dichiarazioni spontanee di Amanda e Raffaele, i due imputati che sperano di rivesciare le ultime richieste dell’accusa.
Poi la camera di consiglio e la sentenza, attesa in serata. Il presidente della Corte ha annunciato che il verdetto non ci sarà prima delle 20.


Gia pronto un aereo per gli Usa?

Si è detto che, in caso di scarcerazione, Amanda Knox ha già pronto un aereo che la riporti al più presto possibile negli Usa.
Si è anche letto di feste rock in cui la stessa Amanda balla disinvoltamente in carcere.
Insomma l’impressione è che, a un andamento giudiziario che ha mostrato dei buchi nell’impianto dell’accusa, corrisponda una battaglia tra i media, con quelli Usa innocentisti e molti di quelli di casa nostra colpevolisti.
Non a caso anche l’accusa teme l’assoluzione di Amanda e Raffaele.
Stasera, appunto, c’è il momento della verità. Presenti ben 400 giornalisti, tra cui moltissimi americani.

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