"Non tagliateci i diritti"

Le associazioni dei disabili scendono in piazza contro contro la "cancellazione del Fondo per le politiche sociali e di quello per la non autosufficienza" stabilita dal Governo.

"Non tagliateci i diritti"
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8 Giugno 2011 - 12.13


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Si sono date appuntamento a Roma, il 23 giugno le passociazioni dei portatori di handicap er protestare contro il “taglio dei diritti dei disabili”. ”Basta tagli, ora diritti! Sussidiarietà, non scaricabarile!”, per esprimere il proprio dissenso contro la ”cancellazione progressiva del Fondo per le politiche sociali e di quello per la non autosufficienza” stabilita dal Governo.

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Al corteo, promosso dal Forum del Terzo Settore e dalle Associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce”, parteciperanno anche la Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilita’), che intendono chiedere all’Esecutivo l’adozione di ”risorse e politiche per i diritti civili e sociali”.

Giovanni Pagano (Fand) e Pietro Barbieri (Fish) hanno infatti denunciato – come rende noto l’agenzia ‘Redattore sociale’ – che dal prossimo anno il Fondo per le politiche sociali sarà cancellato e nulla arriverà alle Regioni; che il Fondo per la non autosufficienza, già stato abrogato dal 2011, non verrà ripristinato; che il Fondo per il diritto al lavoro delle persone disabili (L. 68/99) sarà tagliato del 75% e che la riduzione delle risorse sulla scuola sarà causa di rinnovati gravi disagi per gli studenti con disabilità.

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Inevitabilmente, hanno spiegato, “i dati statistici pubblicati dall’Istat secondo i quali il 25% della popolazione, in Italia, vive un’esperienza quotidiana di emarginazione tenderanno a modificarsi in peggio”. Situazione alla quale si aggiunge la “implacabile, inefficace, costosa e infarcita di toni stigmatizzanti, crociata contro le presunte false invalidità che maschera, in modo malcelato, la volontà di tagliare le pensioni ai veri invalidi”.

Le federazioni parlano di “quotidiane revoche indiscriminate”, con un contenzioso da 400mila cause giacenti con l’Inps, che peraltro “non riesce a gestire adeguatamente l’ordinaria amministrazione”, con “i tempi di attesa del riconoscimento dell’handicap e dell’invalidità che si sono ulteriormente allungati”.

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