di Marco Pitzalis
La campagna elettorale e queste prime giornate di discussione post-elettorale hanno visto come temi prevalenti quelli relativi all’urbanistica, al turismo, al lavoro e all’ambiente urbano nel suo complesso. Nel dibattito è rientrato, seppur superficialmente, il tema dell’università. In maniera stupefacente, è rimasto totalmente estraneo il tema dell’educazione e della scuola. Eppure, l’amministrazione comunale ha una relazione solo indiretta con l’Università (benché di assoluta importanza per la vita cittadina) mentre ha un ruolo fondamentale per gli asili nido e la scuola dell’infanzia. La ragione di questa sottovalutazione è legata alla debolezza del dibattito politico e culturale italiano che tende a sottostimare l’importanza dei primi stadi di scolarità mentre tende a concentrare l’attenzione sull’università e sulla ricerca.
Costruire il capitale umano: il primo passo è quello che conta. Tutte le evidenze scientifiche, mettono in luce l’importanza dei primi anni di vita nella stabilizzazione di quelle differenze cognitive tra i bambini che i successivi anni di scolarizzazione non potranno mai colmare. In sostanza, le strategie educative e comunicative dei primi anni di vita, legate alla qualità delle esperienze vissute nell’ambiente familiare, sono decisive. Esperienze come il micro-nido e il nido, dentro un quadro pedagogico chiaro e non intesi come pura e semplice custodia (baby-sitting), possono rientrare dentro una strategia generale di investimento in capitale umano. Oggi sono soprattutto i genitori di classe media e superiore che usufruiscono di tali servizi, mentre difficilmente ne usufruiscono le famiglie che ne avrebbero maggiore bisogno, quelle a basso capitale culturale. Si deve cambiare strategia.
Combattere “l’ingiustizia scolastica”. L’obiettivo prioritario di un’amministrazione attenta alla giustizia sociale è di conseguire una diminuzione delle diseguaglianze sociali. In particolare, occorre operare per diminuire le differenze sociali che si riproducono attraverso la scuola. Per fare un esempio, al Liceo Classico Dettori di Cagliari oltre il 60% degli studenti ha almeno un genitore laureato, all’Istituto Magistrale Eleonora d’Arborea, posto nello stesso edificio, circa il 2% degli studenti ha un genitore laureato. Ancora oggi le differenze scolastiche e quelle sociali sono sovrapponibili. La scuola va dunque sollecitata a mettere continuamente in discussione i propri metodi, i propri contenuti e i propri obiettivi.
L’amministrazione comunale può diventare l’artefice di un grande progetto educativo cittadino. Cagliari può diventare un unico laboratorio di sperimentazione e di azione educativa che coinvolga tutti gli attori scolastici istituzionali e non istituzionali (dirigenti, insegnanti, amministratori, ricercatori, genitori). Questo progetto educativo deve dare un senso culturale all’azione dell’amministrazione. Fino ad oggi l’amministrazione comunale si è limitata a erogare risorse per le scuole, per la loro edilizia, per il verde scolastico, per le mense. Mai si è posta il problema di integrare questi elementi dentro un ambizioso progetto culturale ed educativo volto a migliorare la qualità dell’esperienza scolastica e a fornire alle scuole strumenti per integrare la propria azione in un progetto complessivo che potrebbe fare della nostra città un esempio di politica educativa urbana di valenza internazionale.
Occorre richiamare l’attenzione di tutti gli attori politici e istituzionali su quello che, a mio parere, è il terreno sul quale si gioca lo sviluppo del capitale umano nella nostra città. Occorre darsi una strategia ambiziosa nel campo dell’educazione e dell’istruzione dell’infanzia.
Edilizia scolastica e processi educativi: un legame profondo.
Le esperienze internazionali mostrano l’esistenza di una chiara relazione tra la condizione degli immobili, la qualità architettonica, il design, la qualità delle attrezzature ed il livello dei risultati conseguiti dagli studenti. Questi elementi influenzano positivamente anche i processi di insegnamento e il generale livello di impegno degli insegnanti e degli alunni.
La scuola è sempre più un luogo centrale della vita dei bambini e dei ragazzi. Le mura della scuola definiscono uno spazio cruciale per l’educazione delle giovani generazioni. La qualità di questo spazio, dunque, non è neutra rispetto agli obiettivi educativi. Anche uno sguardo profano può osservare la scarsa qualità architettonica delle nostre scuole, anche un osservatore distratto si accorge che il verde scolastico, a Cagliari, è in uno stato di semi-abbandono.
Per questo occorre elaborare un progetto per Cagliari che metta l’educazione al centro. È attraverso l’educazione che i nostri ragazzi avranno gli strumenti per farsi largo nella vita e per dare una prospettiva di sviluppo alla nostra città. Ecco perché la scuola è il fulcro di ogni investimento nei processi educativi.
Si entra a scuola bambini e se ne esce giovani adulti. Vale la pena che questa esperienza si svolga in luoghi piacevoli da vivere e luoghi dove sia agevole e proficuo il lavoro educativo.
Il comune deve curare costruire un rapporto privilegiato con le scuole e ha la responsabilità dell’edilizia e del verde scolastico ma anche della regolazione del servizio mensa.
Per questa ragione il Comune ha il dovere di sollecitare una riflessione collettiva sulla qualità della vita scolastica e realizzare un progetto di riqualificazione dell’edilizia scolastica in relazione alle specifiche esigenze di una pedagogia moderna.
Mettere al centro il benessere del bambino. Affermare un ambizioso progetto educativo fondato sulla centralità della persona significa porre al centro dell’azione gli obiettivi educativi ed insieme il benessere dei bambini. Occorre finalmente stabilire una sincera alleanza tra gli amministratori comunali, i dirigenti scolastici, i genitori, gli insegnanti e gli Uffici scolastici provinciale e regionale. Un esempio interessante: l’alimentazione a scuola. La mensa scolastica è spesso un luogo anonimo, chiassoso e inospitale dove viene servito un cibo scialbo e poco attraente. Occorre dunque rovesciare le modalità usuali dell’alimentazione scolastica, burocratizzate e spersonalizzate. Mangiare a scuola non significa solo nutrirsi ma vivere un’esperienza significativa da un punto di vista culturale. Il servizio mensa deve essere dunque studiato e riqualificato al fine di garantire ai bambini la massima sicurezza ma anche la massima qualità. Quando parliamo di mensa occorre riflettere non solo sulla qualità “sanitaria” del prodotto ma sulle finalità educative collegate all’alimentazione dei bambini.
Architettura scolastica, ambiente e sviluppo urbano
In questi anni molte scuole sono state chiuse o ristrutturate per problemi relativi all’amianto. Tutti noi siamo cresciuti, dunque, in scuole insalubri e nelle stesse scuole facciamo oggi crescere i nostri figli. Occorre cambiare radicalmente e con coraggio.
Partiamo con un monitoraggio e una riflessione collettiva che conduca a una riprogettazione dell’intera rete scolastica cittadina in riferimento ai nuovi bisogni della cittadinanza e alla qualità delle strutture. La città è cambiata, va cambiata la collocazione delle scuole.
La nostra ambizione è di rinnovare la rete scolastica costruendo nuove scuole ad elevata qualità architettonica e ambientale facendo attenzione, per esempio, al rumore e alla luce in classe.
Non si tratta dunque di un puro e semplice programma di tipo immobiliare e di edificazione. È venuto il momento di avere scuole di alta qualità architettonica e basso impatto energetico e ambientale, ma soprattutto occorre avere l’ambizione di una trasformazione del quadro pedagogico e del modo di amministrare e gestire l’offerta di servizi educativi che deve coinvolgere e impegnare studenti, insegnanti e comunità locali.
In conclusione, la scuola primaria e gli asili nido possono diventare il centro di un’azione politica che crei investimento economico e capitale culturale, che migliori i processi educativi dentro la scuola e la qualità della vita urbana, che crei cultura e lavoro.
Per tutto questo, non è necessario far altro che avere il coraggio di un’idea e tanta buona volontà politica
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