La Brexit mette a rischio tour e concerti tra Regno Unito ed Europa: le pop star insorgono

Thom Yorke, Dua Lipa, Tim Burgess sono solo alcuni degli artisti che si sono schierati e contestano la presa di posizione del governo Johnson

Tour a rischio con la Brexit

Tour a rischio con la Brexit

A seguito della Brexit gli artisti non potranno più spostarsi tra il Regno Unito e l’Unione Europea senza il visto per lunghi soggiorni, mettendo a rischio concerti e tour, quando si potrà tornare a organizzarli.

Questa è l’ultima notizia che trapela dal governo conservatore di Boris Johnson.
Thom Yorke, Dua Lipa, Tim Burgess, Louis Tomlinson, Ronan Keating sono solo alcuni degli artisti che sono insorti per protestare contro il governo del conservatore.

Secondo una fonte europea citata dall’Indipendent il colpevole è l’esecutivo Tory, il quale sarebbe responsabile di aver rifiutato, durante i negoziati di Bruxelles, un punto di incontro: arrivare all’esenzione dell’obbligo del visto per un periodo inferiore ai 90 giorni. Horace Trubridge, segretario generale dell’Unione dei musicisti britannici si dichiara molto stupito riguardo al rifiuto di Londra.
Ma mentre Horace definisce la situazione ''quasi incredibile'', Londra fa sapere di aver proposto delle alternative a Bruxelles che sono state rifiutate.

Tom Yorke ha definito il governo Johnson "senza spina dorsale", mentre Tim Burgess, cantante dei Charlatans, ha accusato i leader politici di "trattare gli artisti con disprezzo". Altre star sono intervenute, da Laura Marling a Louis Tomlinson dei One Direction all'ex Boyzone, Ronan Keating hanno esortato i fan a sostenere una campagna che chieda ''un permesso di lavoro culturale gratuito", con una petizione online che ha raccolto finora quasi 250mila firme.

Insomma, se non si arriverà a degli accordi, senza un visto speciale i costi per i tour di artisti e band in Europa potrebbero gonfiarsi in maniera spropositata.