La Turchia liberi Nudem Durak, condannata a 19 anni per aver cantato in curdo

La folk singer fu imprigionata nel 2015 con accuse arbitrarie di propaganda. Un appello da firmare sostenuto da Peter Gabriel, Roger Waters, Angela Davis, Ken Loach e tanti altri

Nudem Durak

Nudem Durak

La tragica morte dei due musicisti turchi elementi del Grup Yorum, avvenuta dopo un lungo sciopero della fame, non deve far calare l’attenzione dei media, peraltro sempre abbastanza modesta, sulla sorte di altri artisti e militanti curdi, prigionieri nelle carceri del “sultano” Erdogan.
Fra essi la giovane folk singer Nudem Durak, imprigionata nel 2015 con l’accusa di aver cantato in curdo, attività proibita da una legge del 1990 che perfino abolito il termine Kurdu dalla lingua turca. L’aver contravvenuto pubblicamente a questo divieto ha fatto sì che l’artista sia stata condannata a quindici anni di prigione, pena arbitrariamente estesa a diciannove anni nel 2016. L’accusa, davvero vaga, è di propaganda. in nessuna maniera l’accusa riuscita a dimostrare la sua appartenenza a formazioni combattenti come il KCK o il Pkk.
“Era il mio sogno fin da bambina. Suonare e cantare. Allora il mio microfono era una bottiglia di plastica. La mia famiglia era povera, non c’erano soldi per comprare una chitarra. Poi un giorno mia madre mi consegnò la sua fede nuziale. Mi disse di venderla e di essere felice. Quando ebbi la chitarra tra le mani, mi sembrò di avere il mondo tra le mani. La musica è il canto del mondo. La sua anima più vera”, questo il suo racconto, pochi giorni prima di essere arrestata nell’aprile del 2015. Ha poi dichiarato: “Quando mi chiamò l’avvocato e mi disse che ero stata condannata, che mi avrebbero messo in prigione, scoppiai a ridere. Pensavo fosse uno scherzo. Perché mai dovevano arrestarmi? Cosa avevo fatto di male? Perché accusarmi di terrorismo? Nelle mie canzoni io parlavo sempre e solo di pace. Invece, era tutto terribilmente vero. Avrei passato tutta la mia giovinezza in prigione”.
Quando hanno perquisito la sua casa non hanno trovato armi; solo libri e la sua chitarra, regolarmente distrutti.
Ora per lei si stanno mobilitando alcuni grandi nomi della cultura mondiale fra i quali Angela Davis, Noam Chomsky, Ken Loach, David Graeber, Peter Gabriel e Roger Waters.
Si può contribuire, su Internet, alla campagna Free Nûdem Durak: clicca qui.