Cartabianca non è un programma di informazione ma teatro amatoriale in cerca di caciara: ammettiamolo

Elemento centrale, il cruccio di chi presenta, è il casting: cercasi fenomeni, meglio se irritanti, che le sparino, che facciano alzare il clima, poco importano i fatti l'importante è che assicurino la rissa, la caciara. 

Cartabianca non è un programma di informazione ma teatro amatoriale in cerca di caciara: ammettiamolo
Cartabianca
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30 Marzo 2022 - 12.28


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di Adelmina Meier

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Il torto è nostro perché continuiamo a credere che Cartabianca, il discusso appuntamento serale del martedì di Rai 3, sia un appuntamento con l’informazione. E’ altro, anche se non è facilmente riconducibile ad un genere, forse è il frullato di più generi: teatro amatoriale, spettacolo, avanspettacolo, circo, come suggeriva Aldo Grasso. 

E l’elemento centrale, il cruccio di chi presenta, è il casting: cercasi fenomeni, meglio se irritanti, che le sparino, che facciano alzare il clima, poco importano i fatti (con buona pace del professore Parsi) l’importante è che assicurino la rissa, la caciara. 

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L’obiettivo “politico” – come nei teatri delle sere d’estate dove la compagnia popolare mette in scena “Sa bellesa de i nonnu – restano gli ascolti, i biglietti staccati. Obiettivo mai raggiunto in verità, navigando Cartabianca sempre in quel limbo che sta tra il 4 virgola e il 5 virgola per cento. Un paio di rarissime eccezioni, frutto di rare combinazioni delle stelle. Sulla carta, dati che in una azienda culturale normale, non condizionata dal peso dei nomi e delle appartenenze avrebbe determinato scelte qui mai fatte e che non si vedono all’orizzonte.      

 Anche ieri sera con il cadavere degli Azzurri di Mancini su Rai1 e avendo in studio quell’Orsini voluto ad ogni costo e per giorni messo sul bancone delle offerte condito da polemiche sovradimensionate, Cartabianca ha registrato il 5 virgola riuscendo solo per un pelo a superare per una volta il diretto competitor Mario Giordano di Rete4. Le sue strilla il più delle volte superano quelle di Cartabianca.       

     Vale riportare la giusta considerazione fatta da Marco Zonetti su Vigilanzatv.it :”Se poi pensiamo che “Pupa e secchione” su Italia1 ha totalizzato l’8,2 per cento con 1,228.000 spettatori e addirittura “Stasera tutto è possibile” con Stefano De Martino su Rai 2 è cresciuto ancora arrivando a toccare un astronomico 11 per cento di share con 1.986.000 individui all’ascolto, ci rendiamo conto che, caciara per caciara, gli spettatori  finiscano per preferire quella che si prende meno sul serio”. Come dire, meglio una caciara in purezza, che quella consumata attorno ad una guerra.

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In tutto questo, quello che non sorprende ma sgomenta è il vertice Rai. Anche in questo caso siamo di fronte ad un frullato di atteggiamenti, scelte e non scelte che va tutto a discapito del Servizio Pubblico. Certo decisionismo ha delle discutibili intermittenze.

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