Programmi tv: Speciale Tg1 su Pier Paolo Pasolini, figura complessa di un genio

A Speciale Tg1, in onda domenica 20 marzo alle 23.30 su Rai 1, Cinzia Fiorato ricostruisce la figura unica e complessa di un genio che ha spaziato tra letteratura, saggistica, giornalismo, pittura, cinema e documentari.

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20 Marzo 2022 - 11.19


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Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali la cui voce è stata spenta troppo presto.

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In quanti modi si può esprimere un poeta? Quante strade può percorrere, quanti linguaggi può scegliere per la sua poesia? A cento anni dalla nascita, Pier Paolo Pasolini ancora ci parla con la sua opera immane, multimediale, multidisciplinare. A Speciale Tg1, in onda domenica 20 marzo alle 23.30 su Rai 1, Cinzia Fiorato ricostruisce la figura unica e complessa di un genio che ha spaziato tra letteratura, saggistica, giornalismo, pittura, cinema e documentari.

 Un pedagogo, professore di lettere che si è dedicato per tutta la vita alla crescita umana e spirituale dei giovani, all’insegnamento, alla divulgazione. Cineasta, autore di film leggendari, che hanno ottenuto premi e riscosso uno straordinario successo in tutto il mondo. Pittore, che ha usato l’arte figurativa per rappresentare la realtà, esattamente come ha fatto con i suoi versi. Ma soprattutto, e sempre, un poeta in grado di leggere il presente tanto lucidamente da riuscire a immaginare il futuro. Ucciso barbaramente a soli 53 anni per motivi ancora oscuri. 

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Per molti anni la narrazione sulla morte di Pasolini ha sovrastato quella della sua vita, del suo vitalismo, della sua ossessione espressiva, della sua opera. Così, mentre all’estero veniva tradotto in tutte le lingue, e riconosciuto come uno dei massimi intellettuali del Novecento, in Italia il mistero del suo massacro è diventato un mito irrisolto. Se da una parte, dunque, l’assurdo omicidio ci fa capire il peso di questo poeta scomodo, dall’altra non può rappresentare l’unica chiave di lettura della sua opera colossale. 

Con le riflessioni di chi l’ha studiato o l’ha conosciuto bene, ma soprattutto attraverso documenti delle teche Rai che ci restituiscono le parole di Pasolini, la sua visione delle cose e del mondo, un racconto dell’intellettuale eretico, scandaloso e contraddittorio, un ateo affascinato dal sacro, critico feroce del suo tempo e di un modello di sviluppo, consumistico e capitalistico, cui imputava un “genocidio culturale”. Un figlio del popolo sempre dalla parte degli umili contro i potenti, che sfida la morale corrente e, con il pretesto della sua omosessualità, diventa bersaglio degli avversari politici. 

 Oggi, a quasi 50 anni dalla morte, leggerlo, ascoltarlo, vedere i suoi film, ne conferma la straordinaria modernità: quella di Pierpaolo resta la migliore chiave interpretativa per capire anche ciò che succede oggi.  

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