Minacce fascio-negazioniste contro il "Tirreno": aveva raccontato l'assalto alla Cgil

l'Associazione Stampa Toscana: "Insulti, intimidazioni e minacce che non fermano i giornalisti che per primi hanno potuto purtroppo sperimentare il clima che ha condotto al vergognoso assalto di ieri alla sede della Cgil"

Il Tirreno

Il Tirreno

globalist 10 ottobre 2021
"Dopo neanche 24 ore dall'assalto alla sede nazionale della Cgil si ricomincia con le minacce ai giornalisti. A riceverle è il quotidiano 'Il Tirreno', non nuovo ad attacchi simili: questa volta sui social media. La 'colpa' dei colleghi del quotidiano livornese è di aver dato conto di quanto accaduto ieri a Roma e di averlo giustamente interpretato come un attacco alla democrazia". Lo rende noto l'Associazione Stampa Toscana.
"Insulti, intimidazioni e minacce che non fermano i giornalisti che per primi hanno potuto purtroppo sperimentare il clima che ha condotto al vergognoso assalto di ieri alla sede nazionale della Cgil", dichiara il presidente dell'Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci a nome di tutti gli organismi dirigenti del sindacato unico ed unitario dei giornalisti toscani.
"Al direttore Stefano Tamburini, al Comitato di redazione e a tutti i colleghi de Il Tirreno - aggiunge Bennucci - giunga la solidarietà dell'Ast e l'impegno a rinnovare la richiesta di attenzione presso prefetti e forze di polizia di una accurata attenzione affinchè venga salvaguardato il diritto all'informazione che è alla base dei principi democratici. Proprio oggi l'Ast ha partecipato, consegnando il proprio comunicato di condanna per l'assalto romano, ai presidi che si sono svolti in Toscana davanti alle sedi della Cgil. Lo squadrismo 'social', al pari di quello messo in atto praticamente contro le sedi sindacali, non va sottovalutato e va combattuto colpo su colpo.
Denunceremo sempre ogni tentativo di condizionare il lavoro quotidiano dei colleghi che, in condizioni sempre più difficili, con dignità e professionalità raccontano questa delicata e complicata fase del Paese. No pasaran!"