Calenda non parla di omofobia ma attacca i "furbetti": "Si devono nascondere in Kamchatka"

Il leader di Azione sui parlamentari che hanno chieso il bonus: "I partiti si assumano le responsabilità anche se vedrete scene di sciacallaggio tra partiti e dirano io non c’ero e se c’ero dormivo".

Carlo Calenda

Carlo Calenda

globalist 10 agosto 2020
Sull’omofobia no si esprime, sul resto sì: ”La legge era sbagliata. Noi avevamo proposto di metter un tetto di reddito. In questo caso non avrebbe rallentato l’erogazione perché le dichiarazioni si conoscono e se il governo dice che non ha messo paletti per poter far arrivare più rapidamente i 600 euro agli italiani non è una giustificazione corretta".
Così Carlo Calenda, leader di Azione, intervistato da Radio Capital.
"Questi - dice Calenda riferito ai percettori dei 600 euro - si devono andare a nascondere in Kamchatka. Lo devono fare anche i Presidenti di Regione e i consiglieri di regione che sembra abbiano fatto come i deputati. E` una storia gravissima, i nomi vanno fatti, non c’è privacy quando si parla di soldi pubblici".
"Per i sindaci che magari guadagnano 1200 nei piccoli comuni e fanno una richiesta di questo tipo - aggiunge Calenda - è invece tutto un altro paio di maniche. I nomi usciranno perché non c’è la base legale per tenerli segreti e l`Inps dovrebbe fornire quei nomi. Sennò si crea la sensazione della casta si autodifende. I partiti si assumano le responsabilità anche se vedrete scene di sciacallaggio tra partiti e faranno la scena io non c’ero e se c’ero dormivo".
Allargando il discorso alla politica dei bonus del governo secondo il leader di Azione "in generale sono troppo incasinati e funzionano male. Non sono strutturali e non hanno un disegno dietro. Purtroppo vedo che continuano così, anche il decreto agosto è così. Anche la decontribuzione per chi assume al sud è solo fino alla fine dell`anno e non funziona. Non puoi farla durare solo tre mesi e promettere che poi la rinnovi, mi chiedo quale imprenditore assumerà una persona a tempo indeterminato se non ha la certezza della decontribuzione. Le aziende in generale per un po` non assumeranno. Molti lavori oggi sono virtuali, in settori decotti, si reggono solo con la Cig. Se i licenziamenti si sbloccano insieme in tutti i settori arriverà il giorno in cui ci saranno licenziamenti di massa. Noi abbiamo proposto di andare per settore e magari scongelare, quindi dare la possibilità di licenziare, i settori che sono ripartiti, mantenendo la Cig e per gli altri settori che sono ancora nella crisi più nera avrei mantenuto il blocco dei licenziamenti".