Anzaldi: "Rinnovo anticipato del contratto di Fazio? Sì, ma dimezzando il compenso"

Il deputato di Italia Viva: "In un momento di crisi economica senza precedenti che colpisce tutti gli italiani sarebbe davvero uno schiaffo a tutti i cittadini vedere la Rai continuare a distribuire privilegi".

Fabio Fazio

Fabio Fazio

globalist 6 giugno 2020

Onorevole Anzaldi, si rincorrono indiscrezioni sul possibile rinnovo anticipato del contratto di Fabio Fazio, con contestuale ritorno a Rai3. Il consigliere Laganà, però, si è detto in disaccordo e ha messo in guardia da decisioni delle quali il Cda non è ancora stato informato. Che ne pensa?


“Voglio guardare con fiducia alle scelte dell’amministratore delegato Salini - dice il parlamentare di Italia Viva -. Un rinnovo anticipato di addirittura un anno al mega contratto di Fazio, in un periodo peraltro così critico per tutti, potrebbe essere motivato da un solo criterio: rivedere in profondità e ridurre gli importi di quell’accordo che fu criticato addirittura dall’Anac di Cantone per le condizioni di favore mai viste. Se il compenso milionario di Fazio viene dimezzato come si sono dimezzati gli ascolti, se l’appalto alla sua società personale viene eliminato, se i costi di produzione vengono ricondotti dentro l’azienda e vengono eliminati i possibili conflitti di interessi con società esterne e agenti, dando piena applicazione alla Risoluzione della commissione di Vigilanza che Salini si era impegnato a far entrare in vigore dallo scorso primo gennaio rispondendo ad un preciso quesito posto dalla commissione di Vigilanza in audizione ufficiale, ben venga la revisione del contratto a Fazio”.


Quindi più che di un rinnovo, secondo lei si dovrebbe parlare di una riduzione, di un taglio?


“In un momento di crisi economica senza precedenti che colpisce tutti gli italiani, con le tv e i giornali colpiti pesantemente dal blocco dei pagamenti e della pubblicità, sarebbe davvero uno schiaffo a tutti i cittadini vedere la Rai continuare a distribuire privilegi. Peraltro quest'anno la trasmissione di Fazio ha quasi dimezzato gli ascolti, passando dal 14,8% di media di share su Rai1 all'8,8% di Rai2. Un milione di telespettatori di meno. I costi, però, sono rimasti invariati, come i compensi al conduttore e alla sua società. Se su Rai1 lo show faceva pari a malapena, come dichiarò lo stesso Fazio sebbene un esperto di tv come il professor Siliato non fosse d'accordo, ora è certo che l'azienda ci ha rimesso".


Intanto il Tar del Lazio ha sospeso la multa dell’Agcom alla Rai per violazione del pluralismo. Che ne pensa?


“Trovo incredibile che il lavoro di un anno di un’Authority indipendente, dove lavorano esperti, giuristi, avvocati, società specializzate in monitoraggio, venga bloccato con motivazioni risibili e incomprensibili da un semplice tribunale amministrativo. Allora a che serve avere questa le authority indipendenti? Se basta il Tar a decidere sulla tutela del pluralismo in tv, facciamone direttamente a meno. Ho sentito parlare a sproposito di libertà di stampa, quando qui la questione riguarda la correttezza dell’informazione: tutti i tg Rai sono tenuti per Contratto di Servizio a dare un’informazione corretta, equilibrata, completa e imparziale. Certi tg, invece, sono stati trasformati in mezzi di propaganda di partito come mai era accaduto, neanche ai tempi dell’Editto bulgaro e del conflitto di interessi di Berlusconi. Ma i responsabili delle continue violazioni del pluralismo in questa Rai sono i vertici che hanno permesso e coperto questi atteggiamenti, vertici nominati dal governo gialloverde e ancora incredibilmente al loro posto. La multa dell’Agcom, infatti, non sanzionava singoli episodi, portati semplicemente ad esempio, ma l’intero corso di alcuni tg e trasmissioni. Per la prima volta l’Authority aveva messo in chiaro che la Concessione e il Contratto di servizio non permettono la faziosità dell’informazione, ma è bastato un giudice amministrativo senza alcuna esperienza in materia per bloccare tutto”.


Quelle che lei ritiene violazioni del pluralismo stanno, quindi, continuando?


“Basta vedere il Tg2 per accorgersene, nei giorni scorsi i cittadini hanno visto scomparire le contestazioni addirittura di un sindaco di centrodestra all’assessore lombardo di centrodestra Gallera. La settimana prima c’era stato la manomissione di un video ufficiale della Camera per far scomparire i riferimenti a Salvini dal caso degli insulti del leghista Pagano a Silvia Romano. Poi c’è la cancellazione di un partito come Italia Viva da tutti i tg: nelle due settimane successive alla tornata di nomine del 14 maggio. il nostro partito è precipitato ancora di più. Nella settimana 23-29 maggio solo l’1,7% degli spazi di parola al Tg2, la stessa percentuale dell’Udc che alla Camera è una componente del Misto e non ha neanche un gruppo parlamentare proprio”.