Anzaldi: "L'esordio di Orfeo al Tg3 segna un cambio di passo che fa ben sperare"

Il deputato di Italia Viva: "Ida Colucci, non aveva mai subito né sanzioni né segnalazioni, e neanche una semplice interrogazione in Vigilanza. Invece Sangiuliano al Tg2..."

Mario Orfeo

Mario Orfeo

globalist 19 maggio 2020

Onorevole Anzaldi, lei ha protestato perché, a suo dire, Tg1 e Tg2 ancora nelle edizioni di ieri sera avrebbero “oscurato” Matteo Renzi e Italia Viva. Ma quindi dopo le nomine della scorsa settimana non è cambiato nulla?


“La notizia del Cda Rai della scorsa settimana non sono state le nomine fatte ma quelle mancate - dice il deputato di Italia Viva - . M5s e Pd, come si è visto con la nomina di Mario Orfeo a direttore del Tg3, hanno pienamente in numeri in Cda per cambiare qualsiasi direttore. Con 3 voti su 7, possono impedire qualsiasi maggioranza qualificata di blocco. E allora perché i direttori di Tg2 e Tg1, protagonisti di errori, scivoloni, veri episodi di propaganda tanto che l’informazione Rai ha subito la multa senza precedenti dell’Agcom per mancato rispetto del pluralismo, non sono stati cambiati? All’indomani di quelle nomine vediamo i risultati: Renzi e Italia viva cancellati, relegati in 4 secondi nelle edizioni principali di Tg1 e Tg2 sebbene oggi il nostro partito sia tra le notizie del giorno, sul caso Bonafede ad esempio”.


Solleverete un problema di natura politica in maggioranza?


“Il problema è innanzitutto di rispetto dei cittadini. La Rai è pagata per fare informazione corretta e plurale, non per fare propaganda a questo o quel partito. E se addirittura a ravvisare distorsioni e violazioni è l’arbitro, l’Authority, che altro deve succedere perché si intervenga? Il Tg2, ad esempio, da decenni si rivolge in particolare al pubblico moderato ed è guidato da un direttore di sensibilità di centrodestra, ma mai si era arrivati ai livelli di vera e propria propaganda come oggi, tanto che è il tg che l’Agcom ha segnalato con più durezza. Il predecessore di Sangiuliano, Ida Colucci, non aveva mai subito né sanzioni né segnalazioni, e neanche una semplice interrogazione in Vigilanza. Davvero l’unico giornalista di centrodestra in Italia che merita di condurre un tg del servizio pubblico è Sangiuliano? Perché Pd e M5s non fanno nulla?”.


Secondo lei basta cambiare alcuni direttori per far tornare pluralismo e corretta informazione in Rai?


“Certamente il cambio dei direttori è un primo segnale importante per ristabilire una informazione davvero da servizio pubblico. I direttori interni si sono rivelati un clamoroso flop, perché il Governo gialloverde ha preferito la vicinanza politica al merito e alla professionalità. Forse è il caso di tornare a scegliere direttori esterni, a partire da giornaliste donne, visto che per la prima volta dopo 20 anni i tg Rai non hanno neanche un direttore donna. Credo, però, che serva anche altro. Trovo molto condivisibili alcuni dei 9 impegni per ‘raccontare la politica’ proposti dall’Usigrai, credo che dovrebbero presto essere all’attenzione della commissione di Vigilanza. Ad esempio sui sonori dei politici: ogni sera i cittadini vedono comparire in voce oscuri esponenti di partito che nessuno conosce, non fanno e non danno alcuna notizia, non vengono ripresi né dai giornali né da nessun organo di informazione, ma sono i prescelti dei partiti, più come premi ed equilibri interni che in base alle notizie. E’ una deriva che ha raggiunto livelli discorsivi mai visti”.


Può farci qualche esempio?


“Basta vedere le rilevazioni dell’Agcom sui leader nei tg, compaiono alcuni esponenti ad esempio del Movimento 5 stelle che non hanno incarico, non hanno ruolo politico, non sono mai stati intervistati da nessun giornale ma ogni sera sono in video di fronte a 8 milioni di persone. Questa è informazione? Ci sono gli incarichi ufficiali di partito, i capigruppo, i ministri: se loro non sono disponibili a parlare, in base alle richieste dei tg, allora che senso ha dare spazio a chi non dà alcun contributo alla completezza dell’informazione ma serve solo ai bilancini? Si dia spazio a chi fa notizia, non a chi fa contenti uffici stampa e segreterie dei partiti. Nella prima edizione di tg che ha firmato, il neo direttore del Tg3 Orfeo ha lasciato da parte i nomi preconfezionati dai partiti e ha proposto un’intervista esclusiva in diretta al ministro Speranza. Un cambio di passo che fa ben sperare. Poi ci sono casi che rispondono ad altre logiche: perché, ad esempio, al Tg2 e solo al Tg2, il senatore di Forza Italia Gasparri è tra i più preseti del suo partito, a volte anche più di Berlusconi, sebbene non abbia incarichi di partito? Non c’è conflitto di interessi, visto che Gasparri è anche componente della commissione di Vigilanza Rai?”