Anzaldi: "Bene bloccare Vespa, ma potevano affidare Porta a Porta a un giornalista Rai"

Il segretario della commissione Vigilanza: "La Rai ha tutte le professionalità per mantenere vivo quello spazio di informazione, anche nella parentesi di tempo in cui Vespa non potrà andare in onda".

Bruno Vespa

Bruno Vespa

globalist 10 marzo 2020
Onorevole Anzaldi, la Rai ha deciso di sospendere la trasmissione “Porta a porta” a seguito della puntata di mercoledì scorso che aveva come ospite il segretario del Pd Nicola Zingaretti, risultato poi positivo al coronavirus. Che ne pensa?
“Credo che l’azienda abbia fatto bene ad avere il massimo rigore nell’applicare le norme previste dal Governo per combattere il contagio, a tutela innanzitutto della salute dei giornalisti e dei dipendenti coinvolti - dice Michele Anzaldi, segretario della commissione Vigilanza Rai -. Come avrebbe potuto non farlo? E’ giusto essere prudenti, esattamente come è stato prudente il presidente del parlamento Europeo David Sassoli, che per il semplice fatto di essere stato in Italia nei giorni scorsi oggi ha presieduto la seduta dell’Europarlamento dalla sua abitazione a Bruxelles invece che dall’Aula. Questo non significa, però, che la Rai debba incorrere nell’errore di sospendere addirittura la trasmissione. Che senso ha eliminare quell’approfondimento dal palinsesto?”.
Non condivide la decisione di bloccare per questa settimana le puntate del programma di Rai1?
“La Rai conta su un organico giornalistico sconfinato, oltre 1.500 giornalisti. Se per Vespa e alcuni redattori della trasmissione è stata valutata la misura cautelativa della quarantena, la Rai può comunque ricorrere ad altri conduttori e giornalisti. Tra l’altro sia Vespa che i redattori a casa, in isolamento ma senza sintomi da contagio, potrebbero comunque contribuire alla realizzazione delle puntate per quanto riguarda tutto il lavoro preparatorio. Perché chiudere del tutto Porta a porta? Se un quotidiano o un telegiornale o qualsiasi altra testata dovesse avere cronisti contagiati, lavorerebbe per poter comunque proseguire l’attività. La Rai ha tutte le professionalità per mantenere vivo quello spazio di informazione, anche nella parentesi di tempo in cui Vespa non potrà andare in onda. Perché non prevedere dei sostituti, invece di chiudere del tutto? Una scelta davvero poco comprensibile. Lo dico, peraltro, conoscendo direttamente le conseguenze dei rischi di assembramento nelle trasmissioni tv”.
A cosa si riferisce?
“Domani la Camera si riunirà con un organico dimezzato di deputati per ridurre i rischi di contatti diretti. Per Italia Viva sarebbe dovuto essere presente anche il collega Nobili, ma ha dovuto rinunciare nel momento in cui è uscita la notizia della positività al coronavirus di Nicola Porro. Nei giorni scorsi, infatti, Nobili era stato ospite della trasmissione di Porro, e quindi ora si è messo in quarantena. Per cui al suo posto in Aula alla Camera, insieme ad altri 350 colleghi, andrò io. Ecco, è solo un esempio per dire i doveri di cautela riguardano tutti”.