Anzaldi al Pd: "Mi sarei aspettato una protesta sul trattamento del Tg2 a Liliana Segre"

Il deputato di Italia Viva: "Ai democratici va bene questa Rai con il presidente scelto da Salvini e alcuni direttori di tg più interessati a fare i trombettieri di alcuni leader che informazione corretta?"

Tg2

Tg2

globalist 8 novembre 2019
“Invece di polemizzare con il sottoscritto, dal Pd mi sarei aspettato che si levasse una voce contro l’indegno trattamento riservato dal Tg2 alla senatrice a vita Liliana Segre. La notizia della scorta che il Viminale ha dovuta assegnarle per le minacce e gli insulti ricevuti è stata liquidata nell’edizione delle 13 in maniera burocratica in pochi secondi. Un scelta imbarazzante, tanto è vero che nell’edizione serale hanno dovuto fare marcia indietro e tentare di rimediare con un servizio e l’intervista. Possibile che su questo nessuno nel Pd abbia avuto nulla da dire? Che linea editoriale è quella che prevede di archiviare un caso del genere, che apre i siti dei giornali e dei telegiornali, in una manciata di secondi?”. Risponde così il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, alla domanda se si senta amareggiato a proposito della vicenda del suo presunto licenziamento dal Pd, licenziamento che il segretario della commissione di Vigilanza Rai ha smentito.
“Forse al Pd va bene così – prosegue Anzaldi – forse al Pd va bene questa Rai con il presidente scelto da Salvini e con i direttori di alcuni tg che sembrano più interessati a fare i trombettieri di alcuni leader che non a garantire un’informazione corretta. Sul caso della senatrice Segre, però, non si tratta di politica, ma della lotta all’antisemitismo risorgente, all’odio, si tratta di una questione di civiltà. Già la scorsa settimana il Tg2 aveva censurato l’astensione dei partiti di centrodestra sulla commissione Segre, relegando la notizia in pochi secondi. Al Pd va bene questa informazione? Ai vertici Rai va bene? Che idea di giornalismo c’è dietro alla scelta di liquidare in maniera sbrigativa la senatrice a vita Segre, scelta dal presidente della Repubblica Mattarella, sopravvissuta ai campi di sterminio?”.
Dal Pd si aspettava una presa di posizione? “Da quando sono andato via io – risponde Anzaldi – le prese di posizione sulla Rai da parte del Pd si contano sulle dita di una mano, sono quasi totalmente sparite. D’altronde il segretario Zingaretti, quando c’era da replicare a Gasparri che voleva tapparmi la bocca, disse di non conoscermi. Il tesoriere Zanda dice al Corriere di volermi licenziare, quando mi sono dimesso da oltre un mese. Forse il rispetto della legge e del pluralismo in Rai non interessano gli attuali vertici Pd. Addirittura indiscrezioni non smentite parlano di un Pd che chiede questo o quel direttore, questa o quella casella, nell’ennesima riedizione della lottizzazione, quando il primo passo da fare sarebbe innanzitutto ristabilire il rispetto della legge con un vero presidente di garanzia”.