Diego Bianchi: "Il 'porto chiuso' è un concetto contronatura"

Ospite a Otto e Mezzo, il conduttore di Propaganda Live: "da uomo di sinistra, mi aspetto che il dibattito su porti chiusi e porti aperti non si apra più"

Diego Bianchi

Diego Bianchi

globalist 11 settembre 2019
Da uomo di sinistra, Diego Bianchi - che venerdì tornerà su La7 con Propaganda Live e che stasera era ospite a Otto e Mezzo - si dice "sconcertato": "Sicuramente questo è un governo che mi piace di più, ma solo perché era difficile pensare di peggio all'alternativa. Ma in quanto alle modalità, non posso che rimanere quanto meno sconcertato. Penso a Conte, che è un animale raro: fino a poco tempo fa era al governo con Salvini, ha portato avanti delle politiche di estrema destra, e adesso siamo nel pieno trasformismo. Guardo anche a Di Maio, che non riesce nemmeno a pronunciare il nome di Zingaretti. E ci credo: poche settimane prima della crisi di governo, lui ha messo la faccia in un video in cui definiva tutto il Pd come 'il Partito di Bibbiano'. Ora governano insieme. Non riesco a vedere una coesione in questo governo". 
Alla domanda di Lilli Gruber sul decreto sicurezza, ossia se il contrario di porto chiuso è porto aperto oppure se c'è una terza via, Bianchi risponde: "il porto è aperto, per definizione. Dire porto chiuso è contronatura. I porti servono a far sbarcare le persone, la questione inizia quando sbarcano e allora si deve cominciare a parlare di accoglienza. Ma da un governo 'di sinistra' il dibattito non me lo aspetto ancora su porti chiusi o porti aperti. Finora ho visto tante premesse, tanti slogan come 'governo della svolta' e 'discontinuità'. Ma la Ocean Viking sta ancora in mezzo al mare. Quindi, date le premesse, che cosa vogliamo fare?"