Il nuovo canale in inglese a RaiCom: rivolta nella Rai

Il Comitato per l’Informazione pubblica si è appellato a Di Maio, alla Commissione di Vigilanza e ai sindacati e ha dato mandato ad un legale, l’avvocato Vincenzo Iacovino di “impugnare

La sede Rai di Viale Mazzini a Roma

La sede Rai di Viale Mazzini a Roma

globalist 1 maggio 2019

Rivolta contro la scelta dell’ad della Rai, Fabrizio Salini di affidare il nuovo canale in inglese a RaiCom. Progetto già criticato al settimo piano di viale Mazzini; che ha fatto storcere storto il naso a più di uno nel Palazzo; e ora sembra che della questione si occuperà anche la Magistratura.


Il Comitato per l’Informazione pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti risultati idonei alle selezioni Rai 2015 – appellandosi al ministro Luigi Di Maio, alla Commissione di Vigilanza e ai sindacati – a tutela del servizio pubblico ha infatti dato mandato ad un legale, l’avvocato Vincenzo Iacovino di “impugnare il passaggio da Rai a RaiCom del nuovo canale di notizie in lingua inglese. Non una semplice formalità la scelta contestata, perché ha ricadute che sono elencate nel documento del Comitato. Eccolo: 
“La nostra azione legale – spiega il Comitato – non è assolutamente contro il nuovo canale, ma contro il fatto che ricadrà sotto RaiCom, una partecipata della Rai, in violazione del contratto di servizio. Questa decisione farà sì che il canale in inglese, finanziato da soldi pubblici, non dovrà sottostare alle regole previste per il servizio pubblico. Per esempio non sarà soggetto al controllo della Commissione di Vigilanza e non comporterà l’obbligo di fare nuove assunzioni per concorso, cioè su base meritocratica come previsto dalla legge. L’azione giudiziaria tende a garantire la permanenza del canale in inglese in capo alla Rai e ciò significa assicurare ulteriormente la possibilità di assunzione degli idonei in graduatoria del 2015, tramite lo scorrimento, cosi come correttamente già fatto per tutti gli idonei al concorso del 2013. Il tutto in conformità della legge di Bilancio 2018 al comma 1096, che indica la graduatoria tuttora valida quale bacino prioritario da cui la Rai deve attingere per nuove assunzioni e prime utilizzazioni di giornalisti”. E invece ancora oggi si assiste a prime utilizzazioni di colleghi per il semplice fatto di aver frequentato una specifica scuola di giornalismo. Il Comitato precisa di aver fatto più richieste di accesso agli atti alla Rai, la quale le ha puntualmente respinte, costringendo cosi gli istanti a ricorrere al Tar per ottenere quanto richiesto. Pratica che la Rai ormai da tempo persegue, sperperando soldi pubblici degli utenti anziché procedere nel rispetto della legge sulla trasparenza.
“Ci appelliamo al ministro del Lavoro Di Maio, che ha la delega alle comunicazioni, e alla Vigilanza Rai perché garantiscano la legalità e il servizio pubblico in capo alla Rai, conformemente al contratto di servizio, e affinché, ove ravvisassero violazione di legge nelle condotte degli amministratori della Rai e di RaiCom, dispongano – conclude la nota del Comitato – ogni utile provvedimento, ivi compresa la trasmissione degli atti alle competenti autorità giudiziarie. Noi giornalisti, non ancora assunti, e abbonati Rai lo faremo e saremo vigili affinché il servizio pubblico dell’informazione radiotelevisiva resti tale e soggetto a tutte le leggi in vigore. Chiediamo a tutti i sindacati e all’Associazione Stampa Romana di prendere posizione a tutela di una Rai bene comune e del diritto al lavoro”