Zingaretti: "Di Maio e Salvini si devono vergognare, l'Italia è ferma per colpa loro"

Il segretario del Pd: "come Pd noi abbiamo capito cosa abbiamo sbagliato e ora stiamo cercando di ricostruire la fiducia perduta"

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

globalist 18 aprile 2019

Ospite a Piazzapulita, il segretario del Pd Nicola Zingaretti parla del blocco economico italiano, per il quale a suo dire "Lega e Cinque stelle si devono vergognare".

"Stanno uccidendo questo paese" afferma Zingaretti, "A livello nazionale c’è un immensa ipocrisia: sanno che hanno raccolto fiducia, hanno fatto tante promesse che non possono soddisfare perché non hanno un’idea comune. Pagheremo tutti per questo immobilismo, noi e i nostri figli. Questa è ipocrisia di due complici, Di Maio e Salvini, di cui uno è vittima tra l’altro. Continuano litigare, facendo finta di nulla, e stanno bloccando tutto. Hanno consenso, questo è certo, perché sono stati bravi a raccogliere la fiducia degli italiani. Soprattutto la Lega, infatti il capo è Salvini, mica Di Maio. Salvini ha intercettato una voglia di giustizia, di riscatto sociale che gli ha portato tanti voti. Ma questa voglia sta venendo tradita, la disoccupazione sta aumentando e il governo sta giocando in modo drammatico con gli italiani. Questi giochetti si fanno tra avversari politici, non tra chi governa insieme".
In effetti, fa notare Corrado Formigli, l'opposizione è come se fosse in seno al governo. Dove è finito il Pd? Soprattutto in riferimento alle drammatiche immagini di Torre Maura, dove Casapound è arrivata e ha reclamato le periferie.
"La rabbia delle periferie ha una ragione: i cittadini si sono sentiti abbandonati. Ci tengo a specificare che nemmeno Casapound viene dalla periferia, però non può essere una scusa. Il Pd non c'è stato, la sinistra non c'è stata. Ma ora io sto cercando di guardare negli occhi chi ha smesso di votarci e dire loro 'so cosa abbiamo sbagliato'. La loro rabbia ha un motivo: perché le abbiamo abbandonate e quando vedono le parate delle telecamere diventano, giustamente, delle belve".