Gli under 30 si informano solo sui social: prime vittime delle fake news

Il 75% entra in contatto con l’attualità attraverso siti web, portali e testate online.

Gli under 30 si informano solo sui social: prime vittime delle fake news

Gli under 30 si informano solo sui social: prime vittime delle fake news

globalist 27 gennaio 2019

Il 95% degli under 30 italiani fruisce quotidianamente della Rete. E il 60% è di fatto sempre connesso ad Internet. È il dato di partenza che emerge dall’indagine sui giovani e l’informazione in Italia, realizzata dall’Istituto Demopolis per l’Ordine dei Giornalisti, in occasione del Premio Mario e Giuseppe Francese. L’indagine ha analizzato le variabili che orientano la dieta informativa dei giovani italiani tra i 18 e i 29 anni, focalizzando gli strumenti impiegati nel vissuto quotidiano per l’informazione, il multi-tasking e le aree tematiche di maggiore interesse per le nuove generazioni. 
"La centralità delle Rete – ha spiegato il direttore di Demopolis, Pietro Vento – incide in modo significativo sulle modalità di informazione delle nuove generazioni: il 75% entra in contatto con l’attualità attraverso siti web, portali e testate online. Considerato il contesto, i telegiornali, nazionali e locali e i programmi d’informazione in tv tengono le loro posizioni: li segue il 66% degli under 30. Sempre più centrale appare poi il ruolo di Facebook, YouTube e dei principali social network, vero e proprio incrocio di tutte le informazioni". 
Il trend 2009-2019, disegnato dall’Istituto Demopolis, racconta numericamente un cambio d’epoca. La fruizione dei Tg e dei programmi d’informazione passa in 10 anni dal 76 al 66%, quella dei siti di informazione online dal 31 al 75%. Cresce di quasi 50 punti - dal 15 al 63% - l’utilizzo dei social quale strumento di informazione. È, invece, sempre più residuale, tra gli under 30, il peso della carta stampata: in pochi acquistano un giornale in edicola, anche se i quotidiani continuano a essere letti, online, in tempo reale.


Dei media italiani, a quasi i 2/3 dei giovani intervistati, non piace la faziosità dell’informazione politica, il 56% stigmatizza la scarsa obiettività, il 48% la superficialità di molte notizie. I media tradizionali sono, comunque, percepiti dagli under 30 come più affidabili rispetto ai social network: una simbolica rivincita, in questo caso, per la stampa tradizionale. In base all’analisi Demopolis per l’Ordine dei Giornalisti, a interessare di più chi ha meno di 30 anni sono per il 70% i fatti locali che avvengono nella propria città o regione. Ma anche, per i due terzi, l’informazione nazionale. Più bassa, poco sopra il 40%, l’attenzione su quanto accade in Europa e nel resto del mondo. Un altro dato appare estremamente significativo: il 73% dei giovani italiani riconosce oggi al giornalismo una funzione fondamentale o importante nel nostro Paese.


Il 70 per cento dei giovani – ha detto il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – si dichiara interessato al giornalismo d’inchiesta e di denuncia. Le nuove generazioni lo vorrebbero più presente sui media italiani: ed è un dato che assume particolare valore in una giornata che ricorda l’assassinio in Sicilia del giornalista Mario Francese nel gennaio di 40 anni fa".