M5s-Lega divisi sulla Tav e il Tg1 (grillino) chiude gli occhi

Il direttore Carboni sostiene che è il Pd (e non la Lega) a volere il referendum. Protesta Enza Bruno Bossio: intervenga la Vigilanza

Rai, studio tg1

Rai, studio tg1

globalist 15 gennaio 2019
L’imbarazzo lo capiamo: quando a dividersi non sono maggioranza e opposizione (allora è facile) ma a dividersi è la maggioranza cosa può fare il povero direttore di un Tg in quota grillina a dare un colpo al cerchio e uno alla botte?
Eclissando e nascondersi dietro al Pd, che è opposizione.
Ma il giochino non è piaciuto: "Caro direttore Carboni, non è il Pd a volere il referendum sulla Tav e lei è scorretto nei confronti dei cittadini italiani a nascondere la verità: ossia che a volerlo è Salvini e che Lega e Cinque Selle su questo sono profondamente spaccati". Così Enza Bruno Bossio, deputata del Pd, commenta il servizio andato in onda ieri sera al Tg1 delle ore 20.
"Il direttore, non contento di aver omesso un fatto così rilevante, si è dimenticato anche di raccontare - spiega - che la mozione del Pd sfida la Lega, in Aula proprio sul sì alla Tav, altro che referendum. Caro direttore, ora le do io una notizia vera: lei è pagato dal canone, coi soldi di tutti i contribuenti e ha il dovere di raccontare i fatti e non di servire, come un cagnolino al guinzaglio, chi l'ha nominata. Mi auguro - conclude Bruno Bossio - che la vigilanza Rai intervenga quanto prima su questa gestione da Grande Fratello dei poveri, dove i fatti che non piacciono vengono manipolati e rimossi".