Dal sessismo al razzismo: Libero contro i 'terroni che comandano' nel Paese

Il vero intento del pezzo e del titolo del giornale diretto da Pietro Senaldi è quello di far litigare la maggioranza, infatti Di Maio si offende mentre Salvini tace (dopo tutto quelli di Libero sono amici suoi). 

La prima pagina di Libero

La prima pagina di Libero

globalist 11 gennaio 2019

A Libero la condanna per il titolo sulla Patata bollente associato alla Raggi sembra non essere bastata. Oggi in pagina un appellativo che viene spesso caricato di una connotazione spregiativa per definire gli italiani del Sud. L'articolo parla della composizione del governo ed evidenzia la superiorità numerica dei ministri del Mezzogiorno. «Comandano i terroni».
Si condannano i cori razzisti degli stadi ma poi appaiono questi titolacci conditi con una buona dose di discriminazione territoriale (in particolare viene rivolto ai tifosi del Napoli) che nel linguaggio comune.
Spiega l’autrice dell’articolo (Azzurra Noemi Barbuto) dopo poche righe chiarisce: «Sottolineo questo trend con fierezza, poiché sono terrona anch’io, pur non essendo una tifosa del derby Nord-Sud e non appassionandomi a romantici e noiosi campalinismi ormai desueti». Il vero intento del pezzo e del titolo del giornale diretto da Pietro Senaldi è quello di far litigare la maggioranza, infatti Di Maio si offende mentre Salvini tace (dopo tutto quelli di Libero sono amici suoi). 


 


#Libero, giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni. Ecco la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Tranquilli abbiamo già iniziato a togliergliene da quest'anno e nel giro di 3 anni arriveranno a zero. P.S. L'Odg rimarrà di nuovo in silenzio? pic.twitter.com/4vaLy21QWf


— Luigi Di Maio (@luigidimaio) 11 gennaio 2019