Al Tg1 grillino propaganda per la manovra: è una 'dote' in favore delle famiglie

A Natale un servilismo editoriale mai visto con gli immancabili Conte, Salvini e Di Maio più un servizio-spot per magnificare le discutibili scelte economiche gialloverdi

Tg1

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globalist 25 dicembre 2018

di Tancredi Omodei
Voi non lo sapevate, e sarete così irriconoscenti che farete finta di non vedere. Ma sotto l'albero di Natale il governo vi ha portato ricchi premi, anticipando la Befana.


Una vera "dote" quella elargita dal governo. Nonostante il vostro scetticismo, lo ha detto il Tg1 delle 13 e 30 e dovete crederci.


Il Tg1 che con questa buona novella è entrato nelle vostre case e scivolato sulle vostre tavole mentre cominciavate a mangiare in famiglia. Avete una ricca "dote" dalla finanziaria, e non ve ne accorgete, ingrati. Magari sarete così irriconoscenti da lamentare un più pesante disagio economico, ma sarà solo una sensazione.
Il Tg1 non sbaglia, la dote c'è e dovete vederla ad ogni costo. Altrimenti, che ci sta a fare il Tg1? Ecco, l'obiettivo della manovra è la famiglia, la "dote" sbandierata dal Tg1 (neanche il duo Salvini-Di Maio e il loro vice hanno avuto l'ardire di definire così la manovra  punta ad arricchirle. Parola di Tg1.
Se non bastasse per convincervi, il Tg1 della tavola imbandita va oltre e assicura che il governo e la sua sgangherata manovra "rimettono i soldi nelle tasche degli italiani". Se avevate fatto diversamente i conti e avevate pensato ad un sostanziale impoverimento, tutta colpa di una illusione ottica e tattile. I soldi in più sono già in tasca, potete contarci, fate come se li aveste già in tasca. Se invece i pensionati hanno fatto 2 più 2 e pensato che  le loro pensioni sono destinate a dimagrire, colpa del rincoglionimento dei pensionati. Nonno, lo dice il Tg1, stai sereno!
"Aiuteremo gli ultimi e i dimenticati", suggerisce Salvini al Tg1 e a tutti quegli altri Tg che hanno dedicato un inviato specifico per seguire il ministro dell'Interno in divisa. E per dare sostegno a questa sua tesi, Salvini si sta girando tutti gli ospizi, sicuro d'essere seguito dagli inviati dei Tg, che raccoglieranno e riferiranno. Un po' di attenzione pure per la performance natalizia di Di Maio, minore perchè lui non conta un ...azzo o quasi. Ma qualcosa da lui si deve pur raccogliere, altrimenti perchè un inviato pure alle sue calcagna?


L'uomo forte, comunque, è Salvini, è lui che non si deve mollare un attimo, si sentiranno dire gli inviati ad hoc per il ministro in divisa. Quanto cambieranno gli atteggiamenti dei Tg, quelli del servizio pubblico in testa, dopo aver sentito dall'AgCom che i Tg si sono sbracati davanti al duo delle meraviglie Salvini-Di Maio? Di niente. Del resto, ieri come oggi, a tenerli in piedi, anzi in poltrona, i direttori, non è certo l'equilibrio. Oggi come ieri. Perchè danno chiama danno più grosso. Vale poco essersi presentati come quelli del cambiamento. Avevano scherzato, era solo un cattivo gioco di prestigio da baraccone. 
Nel Tg1 di Natale dei miracoli, delle meraviglie e dei giochi di illusionismo, c'è spazio anche per il vice di Salvini e Di Maio.


Conte è a Teramo in visita ad una struttura che ospita anziani. "Privata", con maglioncino d'ordinanza, ma con inviati e telecamere al seguito.


Pacche sulle spalle ad un "bravo ragazzo" (il Tg ci fa sentire la battuta) e ramanzina natalizia a chi pecca di egoismo e non è solidale.


Lodevole Conte, ma lo vada a dire al suo capo, quel Salvini che a Natale chiude i porti anche a donne e bambini, e che qualche tempo fa sostanzialmente diceva che il caos e il terrore in Libia erano solo pretesti di chi scappa.  Anche questa disumana cazzata avrebbe potuto ricordare il Tg1 del pranzo di Natale. Anche perchè poco prima proprio il Tg1 era stato costretto dagli aventi a raccontarci di un attentato nel cuore di Tripoli. E parlando di Libia aveva ripetuto più volte la parola "caos".