L'omofobia non è un'opinione, va tolto il microfono ai predicatori di odio

Il tono dei commenti deliranti che si leggono sui social sulla vicenda vergognosa di Radio Globo, una radio della capitale in queste ore al centro di un caso che non sta ricevendo la dovuta attenzione.

Radio Globo

Radio Globo

globalist 11 settembre 2018

“Ma non ho capito, ora non si può più nemmeno esprimere la propria opinione su cosa ci fa ribrezzo oppure no? Questa è dittatura rossa”.

Il tono dei commenti deliranti che si leggono sui social sulla vicenda vergognosa di Radio Globo, una radio della capitale in queste ore al centro di un caso che non sta ricevendo la dovuta attenzione, è più o meno questo, quando non dichiaratamente e disgustosamente omofobo.
I fatti: Roberto Marchetti, conduttore di un programma su Radio Globo, ha sentito il bisogno di dire in trasmissione che la vista di due uomini che si baciano “gli fa schifo”. Un’ascoltatrice, giustamente indignata, ha telefonato per protestare e si è sentita rispondere un elegantissimo ‘sticazzi’ da Marchetti, che continua a difendere la sua “libertà di opinione”.
Allora, sia messo agli atti: l’intolleranza, il fascismo, il razzismo, l’odio. Queste non sono opinioni. E chiamatela dittatura, chiamatela come volete, ma se vivessimo in un mondo giusto ed equo, chi dice in pubblico cose del genere dovrebbe essere ostracizzato dalla società, in quanto chiaramente non in grado di vivere civilmente. Pensi che due uomini che si baciano facciano schifo? Pensi che i negri siano una razza inferiore, che gli zingari debbano bruciare, che gli ebrei siano un popolo di ladri? Bene, nella tua piccola testa di rapa sei libero di pensare quello che vuoi. La psicopolizia per fortuna non esiste ancora, né mai deve esistere: i tuoi pensieri, per quanto marci, sono tuoi, e basta.
Ma quando questi pensieri si trasformano in atti e parole, lì bisogna in intervenire. Perché non dire nulla, permetterti di mostrarti squallidamente intollerante senza alcuna conseguenza mostra solo a chi la pensa come te che si possono dire bestialità come questa senza che succeda nulla. Si crea un precedente e il confine tra intolleranza e opinione diventa sempre più labile. La prima è inciviltà, la seconda è un diritto. E sostenere che gli omosessuali ti facciano schifo può essere legittimo, quello sì, se rimane un pensiero ben chiuso nella testa. Ma quando sei fuori, per strada, tra la gente, devi pensare che quando parli qualcuno potrebbe rimanere ferito. Qualcuno che ha la colpa di non essere come piace a te. Si chiama educazione civica, che sta stretta a chi pensa che libertà di opinione significhi poter dire quello che vuoi.
Per questo rivolgiamo un appello a Virginia Raggi: intervenga per sanzionare pesantemente Radio Globo, intervenga per porre un limite a ciò che si può dire e cosa no.
E poi, soprattutto, non è che siamo obbligati a dire sempre la nostra opinione. Il vivere civile è anche capire che esiste un tempo e un luogo per ogni cosa. E per l’omofobia il tempo è quello libero, lontano dai microfoni, il luogo è il privato. Perché puoi essere intollerante quanto vuoi, ma a casa tua.