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Facebook confonde l'associazione Coscioni con il porno: prima la censura e poi le scuse

La donna vitruviana coperta da una foglia di marijuana e da un bebè usata come locandina è incappata nell'algoritmo

La locandina dell'associazione Coscioni censurata da Facebook
La locandina dell'associazione Coscioni censurata da Facebook

globalist

4 Settembre 2018 - 17.05


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In attesa di un’intelligenza artificiale degna di questo nome siamo fermi agli algoritmi che no sempre intelligenti sono: una “donna vitruviana”, coperta da una foglia di marijuana e da un bebè, che impugna un microscopio, simbolo della ricerca, e un blister di pillole anticoncezionali. Questa l’immagine sulla locandina del XV Congresso dell’associazione Luca Coscioni: “Le libertà in persona”. La vignetta però non è piaciuta a Facebook: l’algoritmo ha deciso di censurarla. Poi l’azienda di Zuckerberg è tornata sui suoi passi e ha chiesto scusa.
“Non consentiamo la pubblicazione di inserzioni che includono riferimenti impliciti a scene di nudo, ottenuti ad esempio sfocando o ritagliando i contenuti. Ti consigliamo di usare contenuti che concentrano l’attenzione sul tuo prodotto o servizio, e non sulla nudità. Non consentiamo la pubblicazione di inserzioni che mostrano atteggiamenti sessualmente allusivi o estese parti del corpo (anche se a titolo educativo o per ragioni artistiche) a causa della loro natura sensibile”, questa la spiegazione che ha dato Facebook all’associazione Coscioni.
La figura femminile nuda, “coperta” nelle parti intime da una serie di elementi che simboleggiano i temi dell’Associazione, evidentemente non è piaciuta all’algoritmo. Il social network ha cancellato infatti la promozione dell’evento in programma dal 5 al 7 ottobre a Milano.
“Nella piena comprensione per il tentativo di escludere materiale che possa turbare eccessivamente i propri utenti, ci viene da chiedere chi mai potrebbe sentirsi disturbato dalla ‘donna vitruviana coscioniana’ – fa sapere la Coscioni in un comunicato. – L’accaduto fornisce un nuovo spunto per il dibattito sulle scelte dei social network, operate attraverso algoritmi che non riescono evidentemente a distinguere contenuti osceni e manipolatori da semplici espressioni artistiche“.
“La nostra donna è disegnata per rappresentare ‘Le libertà in persona’: sulla scienza, le cure, le disabilità, la vita, dall’inizio alla fine. La sua scelta, gentile Facebook, che naturalmente non intendiamo ad personam, rende evidente un’altra libertà da conquistare: quella di conoscenza. Nella speranza che voglia, gentile Facebook, riflettere sulla sua decisione e rimuovere il blocco nei nostri confronti, aiutandoci a promuovere l’incontro di persone interessate come noi alla conquista di nuove libertà civili, provvederemo a ‘coprire’ ciò che sarebbe invece necessario in Italia ‘scoprire’ e magari insieme ‘creare’: nuove libertà civili”, ha scritto in un post Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione.

Facebook è poi tornato sui suoi passi e ha chiesto scusa all’Associazione per la censura: “Il nostro team esamina ogni settimana milioni di inserzioni pubblicitarie e a volte purtroppo commettiamo degli errori. Questa immagine non viola le nostre policy per le inserzioni. Ci scusiamo per l’errore e abbiamo già comunicato all’inserzionista che la sua pubblicità è stata approvata”.

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