Lo squadrismo dei grillini in salsa Erdogan: insulti e spinte ai giornalisti

Enrica Agostini di RaiNews24 costretta a interrompere il collegamento. Ordine e sindacato sono troppo teneri

La giornalista Enrica Agostini di RaiNews24

La giornalista Enrica Agostini di RaiNews24

globalist 23 settembre 2017

di Tancredi Omodei
C'è una soglia che, se oltrepassata, segna l'ingresso in una zona rossa che avverte il pericolo. Quanto è accaduto a Rimini, con l'aggressione, non solo verbale, ai giornalisti presenti alla travagliata kermesse dei grillini, è pericoloso, e inquieta. Non si può tacere il sentimento di angoscia che prende quando si assiste ad una folla che da un lato osanna il leader e dall'altra aggredisce, zittisce, intimidisce. Non si può tacere che esiste il pericolo di una deriva. Quando c'è un movimento inconsulto, si può stabilire da dove parte, non si può prevedere dove andrà a finire.
Giorni fa, Grillo uscendo dal suo albergo romano di riferimento con vista sui Fori Imperiali, aveva insultato pesantemente i giornalisti che l'accerchiavano, definendoli "vomito". Non ci risulta alcuna reazione apprezzabile dei giornalisti che erano attorno all'auto di Grillo e che da Grillo erano stati pesantemente insultati, con disprezzo.
Oggi, a Rimini, alla kermesse con un travagliatissimo "dietro le quinte" dove magari saranno volati insulti in famiglia, ai piani alti dei CinqueStelle, i grillini hanno riservato spintoni e urla ai cronisti, interrompendone il lavoro. Spinte e insulti anche durante l'arrivo del sindaco di Roma, Virginia Raggi.
I seguaci di Grillo e Di Maio hanno urlato "Vergogna, vergogna" e "Menategli a 'sti giornalisti". Altri hanno gridato "Avvoltoi, avvoltoi" durante il breve e movimentato percorso della Raggi verso il gazebo di Roma Capitale.
Il Movimento si è scusato: "Ci dissociamo dall'episodio di aggressione verbale nei confronti della giornalista Rai Enrica Agostini e della sua troupe" afferma una nota del partito di Grillo. "Ogni forma di violenza, di qualsiasi natura è contraria ai principi e ai valori del nostro movimento".
No, caro Grillo e cari grillini, le scuse non cancellano un costume che sta diventando metodo. Un metodo che appare inquietante e pericolosamente triste e sinistro. Giornalisti, il loro Ordine, i loro sindacati non possono restare sulla trincea della prudenza. Devono andare oltre la denuncia e porre un prima e un dopo. Mai più insulti, mai più metodi che rischiano di apparire squadristi. Se il popolo grillino vorrà continuare, sappia che non troverà mai più agli appuntamenti giornalisti da insultare.